Calcio serie C. Saccani avvisa la Dolomiti: «Lunedì con il Trento serve umiltà»
Il talento bellunese detta la linea anti crisi in vista del posticipo: «Loro sono forti, ma non abbiamo paura»

Ripartire con coraggio, lavorando tutti insieme. La ricetta, all’apparenza semplice, la detta Matteo Saccani. Il top player della Dolomiti Bellunesi analizza l’ultimo periodo non proprio positivo in casa dolomitica e presenta la prossima sfida contro il Trento in programma allo Zugni Tauro lunedì alle 20.30.
Accelerazioni, dribbling, chilometri macinati sulla fascia e una disponibilità che non conosce limiti. Saccani è uno di quegli atleti capaci di incidere attraverso il lavoro, la qualità tecnica e una corsa costante. Tanto da diventare, ormai da tempo, un punto di riferimento per la squadra guidata da mister Bonatti. Ed anche la sua spinta, che non si limita al campo ma che è pure caratteriale ed emotiva, sarà fondamentale per andare oltre i due ko in sequenza subiti dalla Dolomiti, in modo da cercare di riprendere subito il cammino e tornare a fare punti.
«Il calcio è strano», afferma il numero 27 dolomitico «abbiamo perso col Novara dopo aver creato tanto e giocato molto bene, ma due situazioni negative ci sono costate i tre punti. Dispiace soprattutto perché eravamo in casa, davanti ai nostri tifosi. Ben diversa, invece, è stata l’ultima sconfitta di Ospitaletto col Desenzano dove siamo andati sotto in avvio e abbiamo poi faticato a creare».
L’analisi non lascia spazio agli alibi. «Si riparte dal lavoro settimanale, cercando di analizzare ciò che non è andato nel verso giusto per poi limare gli errori. Ora bisogna muovere la classifica. In un campionato così equilibrato, qualsiasi partita diventa importante».
Il prossimo appuntamento propone un ostacolo di rilievo. Lunedì a Feltre arriva il Trento, attualmente a ridosso del podio, a -2 dalla piazza d'onore ed ancora imbattuto.
«Il Trento va affrontato come l’Union Brescia, il Cittadella. E, in generale, come le squadre che occupano i vertici della graduatoria. Dobbiamo interpretare l’impegno con umiltà, ma allo stesso tempo senza paura. Ci giocheremo le nostre carte: la possibilità di vincere c’è, come in tutte le partite».
Prima ancora della tattica però, secondo Matteo, conta la compattezza. «Dobbiamo avere la forza di rimanere uniti, in campo, per superare le difficoltà. E indirizzare le sfide dalla nostra parte. I presupposti non mancano perché siamo un gruppo affiatato».
Saccani è nato nell’Appennino modenese. Un luogo di montagna, proprio come quelli che oggi fanno da cornice alla sua esperienza in maglia dolomitica. Cambiano i paesaggi, ma il filo con la natura non si spezza. Anzi, si rafforza.
«Amo la provincia di Belluno, è incredibile. Vivere in un simile contesto è bellissimo. Mi sono già affezionato a diversi luoghi: a cominciare dal lago del Mis, per arrivare a Cortina».
Un legame che va oltre il panorama e restituisce il ritratto di un ragazzo capace di integrarsi nel contesto che lo accoglie. Perché il valore di Saccani non si esaurisce nelle accelerazioni sulla fascia o nei duelli vinti: al contrario, prende forma nella capacità di sentirsi parte di una realtà. Ora, però, l’attenzione torna al pallone. La ricetta del terzino è semplice, almeno nelle parole: lavoro, unità e coraggio. Da trasformare, lunedì sera, in una risposta concreta sul terreno di gioco.
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