Elezioni Fisg, l’appello di Teofoli. Si vota il 24 a Bolzano
Il cortinese stavolta è in corsa solo come consigliere. «Serve rimettere al centro le esigenze delle società»

Un appello al reale cambiamento dello stato delle cose. Lo fa il candidato consigliere Tommaso Teofoli, in vista delle elezioni FISG, in programma il sabato 24 ottobre a Bolzano. Il veronese cresciuto a Cortina, che nella prima tornata (dove non è stato rieletto Andrea Gios) era tra i candidati presidenti, ha deciso di ripresentarsi in un altro ruolo nella lotta che vedrà contrapposti Federica Manzoni Pesenti e Thomas Rottensteiner.
Teofoli, forte del buon risultato ottenuto nella prima tornata (oltre il 20% dei consensi), ha scritto a società e dirigenti del mondo del ghiaccio spiegando che «una parte significativa del movimento sportivo desidera un cambiamento concreto, capace di rimettere al centro le esigenze delle società, dei territori e degli atleti. In vista della seconda tornata elettorale, dopo aver valutato il quadro delle candidature alla presidenza e riconoscendo l’autorevolezza dei candidati in campo, ho deciso di mettere la mia esperienza e il mio impegno a disposizione del movimento attraverso una candidatura al Consiglio Federale, come consigliere autonomo e indipendente. Non si tratta di un passo indietro, né di una rinuncia alle idee e ai principi che hanno ispirato la mia candidatura alla presidenza. Al contrario, è la scelta di proseguire un percorso che ritengo necessario per il futuro della nostra Federazione. Il programma di cambiamento che ho presentato non può esaurirsi con una competizione elettorale, né può essere affidato soltanto alle dichiarazioni di principio. Ha bisogno di trovare spazio, ascolto e concretezza anche all’interno del prossimo Consiglio Federale. Il cambiamento, però, deve essere reale. Non può ridursi a un semplice scambio di ruoli, con gli stessi protagonisti, le stesse logiche e una sostanziale continuità con la gestione del passato. La FISG ha bisogno di recuperare un rapporto autentico con il proprio movimento. Servono maggiore attenzione ai problemi quotidiani delle società sportive, alle difficoltà dei territori, alle necessità degli atleti e alle condizioni in cui si sviluppano le nostre discipline. Servono ascolto, trasparenza, responsabilità e la capacità di assumere decisioni nell’interesse generale, superando personalismi e logiche di palazzo».
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