Volley A3. Corrado presenta gara 1 di finale contro Reggio Calabria. «Il Belluno può farcela, parola di un calabrese»
Mercoledì alle 20.30 la prima partita della finalissima in trasferta. «Se loro ci sottovalutano fanno un grandissimo sbaglio»

«Giocare nella mia terra mi carica tantissimo». Francesco Corrado ha uno stimolo in più degli altri, che di stimoli ne hanno già molti. In palio c’è la promozione in serie A2 e il conto alla rovescia sta per finire. Tra 48 ore, a Reggio Calabria, va in scena gara-1 della finale playoff di A3. La Domotek ospita il Belluno Volley.
Si affrontano la vincitrice del girone Blu (poi battuta da Reggio Emilia nello spareggio) e la seconda classificata del girone Bianco. Non è la prima volta (veneti e calabresi si erano già trovati faccia a faccia nella semifinale di Coppa Italia: 3-1 in favore dei reggini) ma è quella che conta di più. E conta ancora di più per lo schiacciatore del Belluno Francesco Corrado, l’mvp della semifinale di ritorno contro San Giustino e, probabilmente, il giocatore più decisivo in questa seconda parte della stagione dei bellunesi.
Classe 1997, nato a Crotone, compirà gli anni il 10 maggio, nel giorno di gara-2 di finale. Ma per poter festeggiare occorrerà piegare la resistenza della Domotek Reggio Calabria, a cominciare dalla sfida d’andata di dopodomani, alle 20.30, al Pala Benvenuti (ex “Pala Botteghelle”) di Reggio Calabria.
“Campanilismo? Tra Reggio e Crotone non è così sentito», premette Corrado, «neanche nel calcio. Il derby che sentiamo di più è con il Catanzaro. Detto questo, giocare nella mia terra, la Calabria, mi carica tantissimo, e sarà un motivo in più per cercare di dare il massimo. Ci sarà tanta gente che verrà a vedermi, sia familiari che amici. Crotone e Reggio non sono vicinissime, circa due ore e mezza di macchina, ma la mia famiglia ci sarà. Così come ci saranno tante persone che conosco avendo giocato, ad esempio, a Palmi e a Vibo Valentia. Insomma, per me sarà speciale e sarà motivo per fare ancora meglio».
Arrivati a questo punto, è il momento della verità. Per voi, ma anche per loro, che hanno sì vinto due trofei tricolore (Coppa Italia e Supercoppa), ma hanno mancato l’occasione di salire direttamente in A2.
«Se Reggio Calabria ci dovesse sottovalutare, commetterebbe un grave errore. Certo, è vero che nel precedente di Coppa Italia hanno vinto loro per 3-1, Ma sono convinto che sarà un’altra partita. Allora avevano meritato, ma noi avremmo potuto fare qualcosa di più. Questa serie di finale sarà diversa. Mi aspetto una serie lunga e molto combattuta. Cosa dovremo fare? Giocare con la stessa mentalità e lo stesso cuore che abbiamo avuto venerdì, sapendo che ci saranno momenti in cui potremo trovare delle difficoltà, ma che solo uniti li potremo superare».
Contro San Giustino hai offerto un’altra prova da “man of the match”: quanto ti aspettavi di diventare così decisivo?
«Devo essere sincero, era il mio obiettivo. Non lo dico per presunzione, ma sin dall’inizio dell’anno volevo recitare un ruolo importante per la squadra. L’autostima è cresciuta, così come ho sentito sempre più la fiducia del tecnico. E poi amo prendermi responsabilità. Mi piace attaccare».
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