Curling, Giulia Zardini Lacedelli si è presa la scena. «Non voglio paragoni con Constantini»

Momento d’oro della cortinese che ha spodestato la regina Constantini dall’Italia a squadre. «Con Stefania, abbiamo preso due percorsi diversi, ma la concorrenza farà crescere tutti. Agli Europei possiamo fare bene, ma dobbiamo dimostrarlo sul ghiaccio»

Luca De Michiel
Giulia Zardini Lacedelli
Giulia Zardini Lacedelli

È un periodo di profondo cambiamento per il curling italiano. Archiviato il quadriennio olimpico di Milano Cortina, dinamiche e nuovi progetti hanno stravolto l’assetto di squadre e nazionale.

Giulia Zardini Lacedelli
Giulia Zardini Lacedelli

Al prossimo Europeo non sarà più Stefania Constantini lo skip della nazionale femminile, ma il Challenge disputato a Cembra ha incoronato vincitore il Team Zardini Lacedelli. La squadra del Curling Club Dolomiti di Cortina formata da Giulia Zardini Lacedelli, Marta Lo Deserto, Elena Mathis e Rachele Scalesse rappresenterà l’Italia nella prossima rassegna continentale in programma dal 27 ottobre.

Curling. Sarà il team Zardini Lacedelli a vestire l’azzurro agli Europei. Constantini eliminata
Il Team Zardini Lacedelli dopo la vittoria

E allora tutti i riflettori saranno puntati sulla nuova skip azzurra, Giulia, cortinese classe 2003. La stagione per il Team Zardini Lacedelli è partita molto bene, ed oltre al pass per gli Europei, le ragazze hanno conquistato anche l’accesso al primo Grand Slam in Canada che è partito ieri. Zardini Lacedelli ha chiaro quale debba essere il percorso del nuovo team e nelle sue parole ribadisce la bella sintonia che si è già creata, un aspetto fondamentale secondo lei per costruire grandi cose.
Giulia, come valuti questo nuovo inizio?
«Penso che la squadra che abbiamo formato sia molto forte. Siamo quattro atlete complete, ma soprattutto condividiamo gli stessi valori e gli stessi obiettivi e questo ci permette di lavorare con molta serenità. Il bilancio di inizio stagione è sicuramente positivo: abbiamo raggiunto i playoff in tutte le competizioni a cui abbiamo partecipato, confrontandoci con squadre di altissimo livello. Questo ci ha permesso di capire dove siamo e su quali aspetti possiamo ancora migliorare».
Cortina vi ha riaccolto a braccia aperte, sei felice di essere tornata?
«Sono molto felice di essere tornata a Cortina. È casa nostra e da sempre rappresenta un punto di riferimento importante. Siamo state accolte molto bene. Questo ci fa davvero piacere e apprezziamo molto come fin da subito il presidente Alessandro Zisa e il Club Dolomiti ci abbiano fatto sentire a casa. Siamo fiere di poter rappresentare nuovamente Cortina anche a livello internazionale e speriamo di riuscire a coinvolgere sempre più persone e appassionati attorno alla nostra squadra e a questo sport».

Il Curling Club Dolomiti rilancia: «Vogliamo essere noi a rappresentare l’Italia»
Le due squadre del Curling Club Dolomiti

Sappiamo, però, che a Cortina manca ancora una struttura adeguata per giocare a curling ad alto livello. Cosa pensi riguardo a questo tema?
«È un dispiacere, non soltanto per noi atleti professionisti, ma soprattutto per le nuove generazioni che si stanno avvicinando a questo sport. Avere un impianto dedicato sarebbe fondamentale per permettere al movimento di crescere sul territorio e dare ai giovani la possibilità di praticare il curling con continuità. Mi auguro quindi che in un futuro prossimo la situazione possa cambiare».
A proposito di cambiamenti, avete scelto come allenatore Ulrik Schmidt, cosa può portare alla squadra?
«Io e Marta avevamo già collaborato con Ulrik nella stagione 2019/2020 e, visto che l’esperienza era stata molto positiva, è stata una delle prime persone a cui ci siamo rivolte quando abbiamo formato la squadra. Con lui sappiamo di poter crescere molto sotto diversi aspetti: dalla tattica alla qualità dei tiri, fino alla costruzione del gruppo e al lavoro di squadra. L’ultimo aspetto è fondamentale nel curling, perché avere quattro atlete che riescono a lavorare insieme, sostenersi e trovare la giusta sintonia in campo, può davvero fare la differenza».
Arriviamo al Challenge voluto dalla federazione. Come è andato il torneo di Cembra?

«Il Challenge era uno dei nostri obiettivi principali della stagione, quindi siamo molto soddisfatte di averlo vinto. Dopo le due partite del round robin (perse contro il Team Constantini, ndr) non c’era particolare timore, perché erano state due sfide molto equilibrate. Sapevamo però che potevamo esprimere un livello di gioco superiore e che dovevamo riuscire a farlo soprattutto nella fase decisiva. Abbiamo analizzato quello che non aveva funzionato, apportato alcune correzioni e siamo riuscite a vincere in finale tutte e tre le partite iniziali della serie al meglio delle cinque. Credo che la nostra chiave sia stata soprattutto il lavoro di squadra. Sappiamo di avere un gruppo molto unito e affiatato, e quando riusciamo a esprimerlo pienamente sul ghiaccio è un elemento che può fare davvero la differenza».

Curling. Con Constantini e Romei ci sono le sorelle Grande
Angela Romei, Stefania Constantini e le sorelle Allegra e Lucrezia Grande

L’attenzione era tutta sul duello tra la vostra squadra e quella di Stefania. Ora sei tu la nuova skip della nazionale, senti un po’ di pressione?
«Penso che avere una vera competizione interna sia molto importante per la crescita del curling italiano. Confrontarsi con altre realtà, avere obiettivi comuni e doversi guadagnare i risultati sul campo può contribuire ad alzare il livello generale. Questo nuovo scenario può stimolare tutte le squadre a migliorarsi e permettere a quella che dimostrerà di essere la più competitiva di rappresentare al meglio l’Italia. La rivalità sportiva esiste con ogni squadra che incontriamo, indipendentemente dalle atlete che ne fanno parte. Il nostro obiettivo è sempre quello di crescere come squadra e di riuscire a esprimere al meglio il nostro potenziale sul ghiaccio. Per quanto riguarda il confronto con Constantini penso che si tratti di due percorsi diversi, con squadre, obiettivi e dinamiche differenti. Non credo sia utile fare paragoni individuali: il nostro obiettivo è lavorare per far crescere la squadra che abbiamo costruito e dimostrare sul ghiaccio il nostro valore. La pressione fa parte dello sport, ma preferiamo concentrarci su ciò che possiamo controllare, ovvero il nostro lavoro e le nostre prestazioni».
Cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi campionati europei?
«Gli Europei saranno la nostra prima competizione insieme come squadra con la maglia della nazionale, quindi sarà sicuramente un appuntamento importante. Sappiamo di avere le qualità per fare bene, ma siamo anche consapevoli che dovremo dimostrarlo sul ghiaccio, partita dopo partita. In questi giorni siamo impegnate nel Grand Slam, una competizione di altissimo livello che rappresenta anche un’ottima occasione per prepararci agli Europei, confrontandoci con le migliori squadre al mondo. L’obiettivo è quello di arrivare alla rassegna continentale il più preparate possibili, consapevoli del lavoro svolto e delle nostre capacità».

Curling, rivoluzione completata. A Constantini resta solo la Romei. Zardini Lacedelli torna a Cortina
Marta Lo Deserto e Giulia Zardini Lacedelli

Quale sarà poi il programma del Team Zardini Lacedelli da qui a fine anno?
«I prossimi mesi saranno intensi. Dopo il Grand Slam ci sarà infatti l’europeo e gli ultimi mesi del 2026 saranno caratterizzati da diversi blocchi di allenamento e tornei internazionali. L’obiettivo sarà continuare a lavorare per consolidare il nostro gioco, il lavoro di squadra e acquisire sempre più esperienza insieme. Vogliamo sfruttare ogni competizione come un’opportunità per crescere, consapevoli del lavoro che ci aspetta e degli obiettivi futuri».

Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi