Calcio. È countdown Torneo Agordino: il via il 30 maggio con 13 squadre. In futuro possibili grande novità
Baldassi ha lasciato il Comitato e ogni squadra avrà un suo rappresentante. Quest’anno il format resta invariato, con la finale a Taibon il 2 agosto. In futuro le ipotesi sono un calendario più snello e l’apertura ai non residenti

L’unione fa la forza. Finisce l’era di Andrea Baldassi come presidente del comitato calcio Agordino e comincia una fase collegiale, in cui tutte le squadre coinvolte avranno un proprio rappresentate che si occuperà dell’organizzazione del torneo. Ad annunciare la più grande novità di quest’edizione 2026 del torneo Agordino è Michele Casucci, giocatore del Gosaldo e delegato ai rapporti con la stampa.
«Non abbiamo ancora un presidente unico, perché non c’era nessun candidato che voleva prendersi la pesante incombenza, quindi come comitato abbiamo deciso che più persone svolgeranno il ruolo di presidente».
Meno compiti per una persona, meno responsabilità e più gestione fatta insieme dunque. Mentre il format dell’edizione 51 è rimasto invariato. Due gironi uno da sette squadre che inizierà il 30 e 31 maggio e uno da sei che debutterà il 6 e 7 giugno.
Nel girone A ci saranno Taibon, Le Ville, Vallada, Rivamonte, Alleghe, Caprile, e Gosaldo. Nel gruppo B si incontreranno invece Voltago, Fodom, Cencenighe, Falcade–Caviola, Canale e La Valle.
Poi il via ai playoff. I mini ottavi di finale si disputeranno a Gosaldo e Voltago, i quarti a Vallada e Cencenighe, le semifinali a Canale e la finalissima a Taibon, casa dei campioni in carica, il 2 agosto.
Ma per il futuro potrebbe esserci la volontà di accorciare la manifestazione e renderla più snella. In molti si lamentano che il campionato sia troppo lungo, soprattutto per i ragazzi impegnati durante tutto l’anno in categorie superiori.
Qual’è la posizione di Casucci?
«Sento da più parti il desiderio di accorciare la durata del torneo, una questione già emersa nelle riunioni del nostro comitato, ma fino a che la maggioranza delle squadre non prende una decisione netta, si resta così. Personalmente è una scelta condivisibile, però ci sono ragazzi che giocano solo il campionato agordino e per loro sarebbe un peccato, vedremo».
Altra proposta è l’apertura ai giocatori non residenti in vallata di disputare il campionato, sino ad oggi riservato solo a chi abita nei comuni agordini. Può essere una soluzione plausibile per risolvere il problema della mancanza di giocatori?
«Anche questa proposta la trovo giusta. Negli ultimi anni si è ridotto notevolmente il numero di squadre partecipanti e di conseguenza il numero di giocatori. Un po’perché il calo demografico colpisce anche il torneo agordino, ma anche perchè ora molti praticano altri sport. Ma anche qui la decisione presa insieme».
Insomma si preannuncia una stagione 2027 ricca di cambiamenti, staremo a vedere.
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