Calcio. Gjoshi dal Cavarzano al Borgo: «Scelta difficile ma era una bella proposta»
Calcio Eccellenza. Il difensore: «Era da un paio d’anni che Tibolla voleva che andassi nella sua squadra. Lascio un gruppo incredibile, anche se l’amicizia resterà immutata»

Una promessa all’amico e il desiderio di sposare un progetto sportivo ambizioso. Il trasferimento di Halil Gjoshi dal Cavarzano al Borgo Valbelluna rimarrà senza dubbio uno dei più chiacchierati dell’estate, perché in fondo è sempre così quando ci si muove all’interno del confine di un “derby”. “Lillo” era reduce da due anni in giallorosso e la dirigenza lo dava in sostanza per confermato, ma la decisione è stata quella di accettare la proposta proveniente da Mel.
Nessun dubbio che, dopo aver sfiorato la promozione in D, l’ex difensore tra le altre di Union Ripa, Union Feltre, Belluno e Alpago desideri ambire a traguardi significativi in rossoblù.
«Sarò sincero: ho trascorso un paio di notti dove quasi faticavo a prendere sonno, perché si è trattato di una scelta complicata e tosta».
Gjoshi sottolinea lo stato d’animo dei giorni scorsi, ma al tempo stesso si dice felice dell’aver detto stretto la mano al dt Alessandro De Battista e all’allenatore Alberto Tibolla, con il quale c’è un solido rapporto d’amicizia da tempo.
«È stato difficile lasciare Cavarzano inteso come società, squadra e mister. Era un gruppo incredibile e dopo la firma con il Borgo Valbelluna ho parlato con qualche compagno di squadra. C’è chi si è detto triste, tuttavia l’amicizia rimane».
Gjoshi ricostruisce quanto avvenuto nei giorni passati, detto che nel suo caso era già accaduto di spostarsi all’Union Feltre al Belluno e dunque sa come si gestisce emotivamente un trasferimento tra vicini di casa.
«La scorsa settimana mi sono trovato con il Cavarzano, è vero. Al tempo stesso domenica c’era questo incontro con De Battista e Tibolla e mi sono preso un paio di giorni per pensare, anche perché il mio amico “Tibo” da un paio di anni voleva giocassi in una sua squadra. Ho capito che c’è la voglia di fare bene le cose, seguendo un programma biennale. Mi è sembrata una realtà pronta, al tempo stesso ho evidenziato quanto conterà cominciare forte fin dalle prime giornate. Se prendi entusiasmo in fretta, allora poi aumenta la convinzione nelle tue capacità».
A proposito proprio della fratellanza con Tibolla, Gjoshi sottolinea come in campo sarà un semplice rapporto tra allenatore e giocatore.
«Me lo sono sempre chiesto in questi due anni come avrei potuto gestire la situazione, visto che appunto da un po’ Alberto cercava di convincermi. All’inizio ero anche titubante, soprattutto nei confronti degli altri giocatori. A ogni modo però avremo massimo rispetto dei ruoli e io so di dovermi conquistare il posto di allenamento in allenamento.
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