Il ponte di S. Caterina chiude previsti tre mesi di “passione”

Tre i percorsi alternativi, da scegliere con attenzione per non finire bloccati nelle strade di Belluno. Il prefetto lancia un appello alla collaborazione di tutti

BELLUNO. Sarà chiuso per tre mesi il ponte di Santa Caterina, a Ponte nelle Alpi, a partire dal 26 agosto. Chiusura disposta dall’Anas per consentire l’esecuzione di lavori di consolidamento e miglioramento della sicurezza del ponte. Ci saranno, senza alcun dubbio, delle pesanti ripercussioni sulla circolazione stradale dell’intera provincia.

il coordinamento

Proprio per attenuare questo disagio, è stato attivato un tavolo di coordinamento con sede in Prefettura, a cui partecipano tutte le istituzioni interessate (Provincia, sindaci dei Comuni di Belluno, Ponte nelle Alpi e Longarone, Forze dell’Ordine, Vigili del fuoco, Polizie locali, Anas, Veneto Strade, Società Autostrade, Camera di Commercio ed Enti gestori dei servizi pubblici coinvolti, a cominciare dal trasporto pubblico). È stato elaborato un piano di gestione del traffico che contiene le indicazioni utili per orientare gli utenti della strada sui percorsi alternativi.

gli itinerari

Gli itinerari consigliati sono tre, ai quali si aggiunge l’invito, rivolto a tutti coloro che dalla parte nord sono diretti a sud della provincia, a utilizzare l’autostrada A27 fin dall’imbocco di Pian di Vedoia.

Per il traffico che arriva da Agordo e da Santa Giustina diretto a Ponte nelle Alpi e Longarone, si viaggia sulla destra Piave, ricordando però che ci sono dei momenti critici: tra le 7.15 e le 8.30; dalle 12.30 alle 14.30 e dalle 17.30 alle 18.30. In queste fasce viene consigliato di usare le strade alternative.

Il secondo percorso riguarda coloro che arrivano da Agordo e devono andare verso l’Alpago e l’autostrada. Il tragitto consigliato è: dal bivio della Cerva verso Feltre fino al bivio di Marisiga, quindi galleria Maraga, Lambioi, galleria Belluno, ponte Dolomiti e strada della Sinistra Piave.

Il terzo tragitto riguarda chi arriva da Santa Giustina o dalla Sinistra Piave e deve andare verso Alpago e autostrada. Il ponte di San Felice è il passaggio obbligato per andare in Sinistra Piave da Sedico e Santa Giustina, è sconsigliato arrivare a Belluno per non intasare il traffico della città.

Il piano prevede, inoltre, una costante osservazione dei volumi di traffico, in particolare a Cadola e in via Vittorio Veneto, anche attraverso il sistema di videosorveglianza, per informare tempestivamente gli utenti della strada sui percorsi meno congestionati.

il prefetto

L’appello che arriva dal prefetto Francesco Esposito, punta sulla collaborazione della comunità.

«La chiusura del ponte è necessaria perché la sicurezza delle infrastrutture è una priorità», spiega il prefetto. «Ringrazio Anas che si è impegnata a ridurre di venti giorni la durata dei lavori. I disagi saranno inevitabili, ma potranno essere attenuati con la collaborazione dei cittadini. Per questo invito tutti a seguire il più possibile i consigli indicati nel piano, a servirsi maggiormente del trasporto pubblico e a ridurre il numero di auto in circolazione condividendone l’uso in caso di tragitti comuni».

I percorsi consigliati potrebbero comportare, in alcuni casi, un aumento dei chilometri per giungere a destinazione, tuttavia tali indicazioni, predisposte sulla base dell’analisi dei volumi di traffico, dovrebbero consentire una migliore distribuzione dei flussi di veicoli e una complessiva riduzione dei tempi di percorrenza.

Nell’ambito di questa pianificazione, i Comuni di Belluno e di Ponte nelle Alpi adotteranno specifici interventi per orientare il traffico all’interno dei rispettivi territori.

In particolare, nel Comune di Belluno saranno istituiti alcuni passaggi pedonali nelle zone più pericolose e saranno assunte misure straordinarie per limitare al massimo il transito attraverso il passaggio a livello di via San Gervasio, evitando così la paralisi del traffico in occasione del transito dei treni. —



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