Il Comune rinuncia ai botti di Ferragosto a tutela di flora e fauna

Il vicesindaco: «Mettiamo l’ambiente al primo posto» e la Lav ringrazia: «Per gli animali traumi pericolosi»
Santo Stefano di Cadore, 20 luglio 2006, il municipio
Santo Stefano di Cadore, 20 luglio 2006, il municipio

SANTO STEFANO DI CADORE. Il Comune di Santo Stefano di Cadore vieta i fuochi d’artificio a Ferragosto. Come riferisce il vicesindaco Francesca Dellamore: «La nuova amministrazione del Comune di Santo Stefano di Cadore ha deciso di non dare seguito alla tradizione dei fuochi d’artificio di Ferragosto. Nonostante la scelta possa risultare impopolare, abbiamo messo al primo posto la tutela dell’ambiente», cioè la flora e la fauna, «meraviglioso e delicato in cui abbiamo la fortuna di vivere».

La notizia è stata accolta con gioia da tutte le associazioni animaliste della provincia bellunese. È particolarmente soddisfatta la sede Lav di Belluno, che attraverso la propria responsabile, Kelly Callegher, ricorda come Lav si sia più volte rivolta a tutti i Comuni italiani chiedendo di vietare petardi, botti e artifici pirotecnici di ogni genere sui loro territori.

«Vietare i botti», riferisce Callegher richiamando la campagna #bastabotti attivata da Lav, «è un gesto di civiltà e di responsabilità verso tutti gli animali, domestici e selvatici. Il fragore dei botti, infatti, scatena negli animali una naturale reazione di spavento e li porta frequentemente a perdere l’orientamento, esponendoli così al rischio di smarrimento o investimento. In caso poi di esplosioni a ridosso dell’animale le conseguenze possono essere molto più drammatiche, causandone spesso il ferimento o la morte per ustioni e bruciature».

«Gli animali, inoltre», spiega ancora la Lav, «hanno l’udito molto più sviluppato di quello umano e i forti rumori li gettano nel panico, inducendoli a reazioni istintive e incontrollate, come buttarsi nel vuoto, divincolarsi spaventati, scavalcare recinzioni e fuggire in strada, mettendo seriamente a repentaglio la loro incolumità e quella degli altri. Anche per gli animali selvatici gli eventi pirotecnici sono un momento d’inferno: il rischio maggiore riguarda gli uccelli che vivono nei pressi delle aree urbanizzate. Le improvvise detonazioni, infatti, determinano istintive reazioni di fuga negli uccelli che riposano sui posatoi notturni, spesso in colonie molto numerose, che, unite alla mancanza di visibilità, causano la morte di molti di essi, soprattutto per eventi traumatici, derivanti dallo scontro in volo con strutture urbane». —

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