Scialpinismo. Dalle Olimpiadi alla doppia Coppa del mondo: Alba De Silvestro ha chiuso con il botto
La scialpinista di Padola: «Formula dei Giochi da rivedere: speriamo che nel 2030 ci sia anche il format Individual»

Alla chiusura della stagione 2025-2026 dello sci alpinismo manca un solo appuntamento, il Trofeo Parravicini, classicissima delle montagne bergamasche (l’edizione sarà la numero 73) che si celebrerà domenica e che assegnerà i titoli italiani a coppie. Al via ci sarà anche Alba De Silvestro, che affronterà l’impegno orobico insieme alla vincitrice della Coppa del Mondo, Giulia Murada. A pochi giorni dall’ultimo atto dell’annata, con l’alpina di Padola tracciamo il bilancio dell’inverno appena trascorso, un vento storico per lo sci con le pelli che ha fatto il suo debutto a cinque cerchi in occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026.
Alba, partiamo proprio da qui, dai Giochi. Che esperienza è stata?
«A livello individuale, nella Sprint sono arrivata alla semifinale, avrei potuto ambire ad arrivare in finale, non certo alla medaglia. Posso ritenermi soddisfatta. Per quanto riguarda la Mixed Relay (disputata insieme al marito Michele Boscacci, ndr), la presenza mia e di Michele è stata oggetto di qualche polemica ma il quinto posto è un piazzamento che vale. Arrivare quinti alle Olimpiadi non è cosa da poco. E la nostra convocazione è stata tecnicamente indiscutibile».
Posto che un quinto posto olimpico vale tanto, forse nella Mixed Relay di Bormio è mancato qualcosa? Durante la stagione avete conquistato tre secondi e un quinto posto, portando in Italia anche la coppa di specialità.
«Forse la condizione non era al top. E forse è mancata un po’ di tranquillità in fase di preparazione visto che le convocazioni sono state ufficializzate solamente il 26 gennaio».
Come giudichi il debutto olimpico dello scialpinismo?
«Mi aspettavo qualcosa di meglio. E anche il pubblico si aspettava qualcosa di diverso. Sprint e Mixed Relay non hanno sfondato. Mi è piaciuta l’atmosfera della cerimonia olimpica a Livigno, con tante nazioni e tanti sport presenti mentre è stato un peccato che a Bormio, i giorni delle gare, fossimo rimasti solo non scialpinisti, visto che i programmi degli altri sport si erano già conclusi quando gareggiavamo noi».
Tra quattro anni i Giochi torneranno in Francia.
«Solo se ci sarà anche l’Individuale, mi piacerebbe esserci e lavorerò per esserci».
Dalle Olimpiadi alla Coppa. Ti porti a casa un quarto posto nella generale, la vittoria nella classifica della Mixed Relay e in quella dell’Individuale. Un bel bottino.
«Un calendario strano, con una prima parte piena zeppa di sprint e una seconda con un maggior numero di Individual. Credo che anche per questo ho raccolto le migliori soddisfazioni nella seconda metà dell’annata».
Sempre a proposito di Coppa del Mondo: il circuito fa fatica a imporsi all’attenzione del grande pubblico.
«Alcune vanno riviste. E occorre più visibilità. Non è possibile che un evento, pur storico e importante come la Pierra Menta abbia la diretta tv e le gare di Coppa del mondo no».
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