Menardi e Ronzani in Finlandia con l’Italia del para-curling

LOHJA (Finlandia)
Alla conquista della promozione mondiale, sognando le Paralimpiadi. L’Italia del wheelchair curling si trova da domenica a Lohja (Finlandia), perché domani comincia il cammino iridato nel Gruppo B. Un percorso che permetterà a tre compagini di accedere al Gruppo A, dal quale in autunno usciranno le dieci qualificate alle Paralimpiadi di Pechino 2022.
Il team azzurro fa affidamento su due bellunesi. Sia la lead e skip della squadra Angela Menardi che l’alternate Matteo Ronzani sono tesserati con il sodalizio cortinese Curling Club 66 e, assieme a Fabrizio Bich (Disval), Orietta Bertò (Albatros Trento) ed Egidio Marchese (Disval), tenteranno di far sventolare la bandiera tricolore nel freddo finlandese. A guidare il gruppo coach Roberto Maino.
Molto pesante l’avvicinamento al torneo, a causa delle normative anti Covid. «Quassù viviamo in bolla», racconta Menardi. «Prima di tutto è stato necessario effettuare un tampone molecolare in Italia, a cui ha fatto seguito la quarantena di tre giorni in camere singole una volta raggiunto il campus dove siamo ospitati. Era vietato entrare nelle altre stanze e i pasti venivano consegnati davanti alla porta. Per fortuna ogni nazionale poteva uscire per un’ora al mattino ed un’ora al pomeriggio, pur dovendo girare solamente in zone circoscritte».
Ad ogni modo, nessun via libera al termine della quarantena. «Abbiamo delle zone predisposte per i pasti e quant'altro, usufruibili solo dai partecipanti all'evento. Durante le partite in oltre vige l’obbligo della mascherina».
Tornando al ghiaccio, l’Italia esordirà domani alle ore 17.30 italiane contro la Turchia. Seguirà un doppio impegno domenica con Svizzera e Finlandia. Poi Giappone e Repubblica Ceca nella giornata di lunedì, Ungheria ed Estonia martedì ed infine Usa e Germania mercoledì. Semifinali e finali giovedì. «Ci siamo allenati tutta la stagione in un gruppone formato da nove atleti. È stata poi svolta una selezione, ma chi è rimasto a casa meritava di esserci tanto quanto noi cinque. Vogliamo la promozione». —
DAPO
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