Giro, sulle Dolomiti Vingegaard lascia gloria al compagno più fidato: trionfa l’americano Kuss

Ai Piani di Pezzè vince in solitaria il 31enne della Visma: «Quando mi danno questi giorni di libertà, cerco di fare centro». Sabato la Gemona-Piancavallo

Dall’inviato Antonio Simeoli
Sepp Kuss festeggia all'arrivo la vittoria ai Piani di Pezzè
Sepp Kuss festeggia all'arrivo la vittoria ai Piani di Pezzè

Non ha vinto il tappone dolomitico, ma è come se avesse vinto perché a trionfare all’ombra del Civetta, dopo una frazione corsa in un paesaggio tra i più belli del mondo– e per chi bazzica da queste parti d’estate o d’inverno cambia poco, il più bello del mondo– è stato uno dei suoi pretoriani più fidati: Sepp Kuss.

Un americano di 31 anni, austriaco d’origine, il padre ex ottimo sciatore di fondo lui, tre anni fa, trionfatore alla Vuelta España super divagazione di una carriera a passare a fare lo stantuffo per i suoi capitani.

Vingegaard, il padrone assoluto di questo Giro, lo sa e sul bus della Visma a Feltre, mentre fuori sotto un solleone benagurante aspettavano l’uscita del big in rosa migliaia di persone appassionate (che spettacolo ancora una volta la partenza da quella città, c’era forse ancor più gente che quell’ultima volta nel 2019), ieri mattina ha detto: Sepp, te la meriti, vai in fuga e prova a prenderti una giornata di gloria, se per caso non ci riesci magari mi darai ancora una mano.

Si gode la libertà Kuss, meno il paesaggio perché davanti menano di brutto. Ci sono i soliti Damiano Caruso (Bahrain), un redivivo Giulio Pellizzari, l’altro Giulio, Ciccone, e soprattutto il suo capitano Derek Gee, assieme a Michael Storer (Tudor) in classifica anche se a debita distanza da Vingo. Quindi la maglia rosa lascia fare, ma non troppo.

Dopo il Duran e la deviazione infida di Coi, la Staulanza e la meraviglia del Giau, Cima coppi del Giro. Il gruppetto di testa va, sempre con un vantaggio controllato mai superiore ai 2’30”. Anche sul Falzarego il drappello ha poco tempo per godersi un panorama da urlo tra Tofane, Lagazuoi, Averau e Cinque Torri. Ciccone è lì ancora in avanscoperta per prendersi punti ai gran premi della montagna dove è secondo dietro al re. Addirittura litiga con un altro sempre in fuga in questo Giro Eimen Rubio (Movistar). Gli parte la brocca e si tuffa nella lunga discesa verso Alleghe per provare l’impresa. In mezzo, però, ci sono i 5 km di “pantaniana” memoria che portano da Alleghe a quel paradiso di Piani di Pezze. Pendenza media attorno al 9,6% con punte al 16%.

Eravamo a bordo strada poco dopo l’inizio della salita. Ciccone sbuffava, spingeva ancora un bel rapporto, invocava un gel dal suo massaggiatore a bordo strada, provava a resistere. Dietro, però, dal drappello appena la strada ha cominciato a salire ecco l’allungo di Kuss.

Andava al doppio rispetto all’abruzzese lo scalatore della Visma. Con le sue proverbiali smorfie si è bevuto l’ultima salita, si è preso l’incitamento della mamma e ha festeggiato. «So che non succede spesso, ma quando mi danno questi giorni di libertà cerco di fare centro. Jonas mi ha detto di provarci e io ho dato tutto», ha commentato al traguardo l’americano.

Jonas è stato di parola. Gee, che non ha mollato è giunto secondo e ora è a 6’31” in classifica quinto, non preoccupava Vingegaard arrivato con Felix Gall (Decathlon), sempre più secondo, e Jai Hindley (RedBull), aiutato sulla salita finale dall’amico Giulio Pellizzari a scalzare Thymen Arensman (Netcompany) dal terzo gradino del podio. Davide Piganzoli (Visma), va meglio della maglia bianca Afonso Eulalio (Bahrain), oggi può sfilargliela.

Insomma, se Vingo non vince fa vincere un amico. Sabato forse vorrà vincere. A Piancavallo, una delle montagne di Pantani e con una maglia davvero speciale.

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