Malacarne squalificato ma non pedala da tre anni

Strana inibizione fino al 19 gennaio 2021 per l’ex professionista di Lamon che non si è reso reperibile ai controlli doping nel 2019: ma ha smesso nel 2016



. Di correre ha smesso da qualche anno ma il Tribunale antidoping lo ha fermato tre giorni fa. E non per assunzione di prodotti dopanti, ma per mancata reperibilità ai controlli.

Vicenda paradossale per Davide Malacarne, talento bellunese del ciclismo, campione del mondo Juniores di ciclocross nel 2005 e poi professionista per otto anni con squadre di grande livello come Quick Step, Europcar e Astana. Dopo aver chiuso con il professionismo su strada, al termine della stagione 2016, l'atleta di Lamon ha gareggiato nel 2017 e parte nel 2018 nella mountain bike e nel ciclocross. A fine 2018 la decisione di non gareggiare più.

«Una decisione che ho comunicato alla federazione», spiega Malacarne. Al quale però è stata contestata la mancata reperibilità nel 2019. Davide non avrebbe fornito le informazioni che ogni atleta che pratica sport di prestazione a livello nazionale e internazionale deve fornire relativamente agli spostamenti effettuati per poter essere sottoposto ai controlli. Un obbligo di notifica che in termine tecnico viene chiamato “Whereabouts”. Alla contestazione è seguita l'audizione a Roma, lunedì, e poi la condanna.

«La Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, nel procedimento disciplinare a carico del signor Davide Malacarne (soggetto non tesserato), visti gli articoli 2.4 e 4.3.3 delle Nsa, afferma la responsabilità dello stesso in ordine all’addebito ascrittogli e gli infligge l’inibizione di 1 anno, a decorrere dal 20 gennaio 2020 e con scadenza al 19 gennaio 2021. Condanna il signor Malacarne al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfettariamente in euro 378,00», si legge sul sito di Nado Italia, l’organizzazione nazionale antidoping, derivazione funzionale della Agenzia Mondiale Antidoping (World Anti doping Agency – Wada).

«Mi si contesta la mancata comunicazione, ma io avevo comunicato che non ero più un atleta e che nel 2019 non avrei gareggiato» dice Malacarne. «Mi pare una vicenda paradossale: essere inibito dopo aver smesso con l'agonismo, io che nel corso della mia carriera da professionista ho effettuato centinaia di controlli, tutti negativi».

Probabilmente si è trattato di un cortocircuito comunicativo. Che lascia un'appendice amara alla carriera di un atleta importante. Classe 1987, Malacarne si è rivelato fin da giovanissimo, in particolare nel ciclocross, disciplina nella quale si è laureato campione del mondo Juniores nel 2005. Passato professionista con la belga Quick Step nel 2009, ha pedalato al fianco di campioni come Tom Bonen, Thomas Vockler, Fabio Aru e Vincenzo Nibali. Da professionista ha vinto solo una gara, una tappa del Giro di Catalogna nel 2010. —

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