Gli indimenticabili a Camillo Zanolli

Il fondista zoldano sarà salutato domani alle 17 a Trichiana

TRICHIANA. Tutto pronto a Trichiana per la sedicesima edizione degli “Indimenticabili”, il premio voluto dallo Sci club Trichiana, e in particolare dal presidente onorario Ivo Costan, per onorare i protagonisti degli sport della neve. La consegna avverrà domani alle 17 al centro parrocchiale San Felice. Dal 1998 a oggi si sono succeduti tanti protagonisti dello sci, e non solo. Protagonisti noti e meno noti: da Eugenio Monti a Marcello De Dorigo, da Maurilio De Zolt a Dario D’Incal, da Bruno Alberti a Nilo Zandanel, dagli atleti paralimpici alla Brigata Alpina Cadore, dalla Lattebusche al Centro sportivo della Forestale. E poi, ancora, Livio Dalla Bernardina, Lino Lacedelli, Gianfranco Da Rin, Roberto Zandonella Necca, le società bellunesi del bob su pista e su strada.

«Il premio Gli Indimenticabili, rappresenta un riconoscimento per atleti, tecnici, dirigenti, aziende e istituzioni che molto (e bene) hanno lavorato per lo sport e ai quali, per ragioni facilmente intuibili, connesse con discipline sportive che salgono agli onori delle cronache solamente quanto rimpinguano il medagliere nazionale, è stata dedicata un’attenzione marginale», spiega Ivo Costan.

Quest’anno il premio andrà a un protagonista dello sci di fondo, Camillo Zanolli. Un fondista della Val di Zoldo, vallata che oltre a Zanolli ha proposto atleti di eccellenza come, ad esempio, Eugenio Mayer, Costantino Costantin, Pierluigi Costantin (oggi tecnico azzurro) e Sara Pellegrini. Camillo Zanolli, classe 1929, è stato azzurro negli anni 50, partecipando tra l’altro alle Olimpiadi di Cortina 1956 (chiuse al ventiseiesimo posto la 30 chilometri) e ai Mondiali di Oslo 1958, e vincendo due titoli tricolori assoluti nella 30 chilometri (1956 e 1957). Nel 1958 ha vinto anche il Campionato mondiale militare, corso a Bardonecchia. «Agonista di natura, il pettorale di gara lo ha indossato fino a 65 anni, partecipando quattro volte alla Marcialonga ("mi ci voleva qualche chilometro per carburare, ma poi andavo come un treno") e schierandosi immancabilmente ai campionati degli alpini» scrive su fondoitalianews.it Giorgio Brusadelli. «A farlo smettere ha provveduto il passo di pattinaggio, che non ha mai accettato». (i.t.)

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