Fulvio Scola, ultime gare della carriera

Fondo. Il falcadino ha annunciato il ritiro. «Sono contento dei miei risultati, ma mi spiace non aver fatto le Olimpiadi»
Fulvio Scola in gara
Fulvio Scola in gara

FALCADE. Sabato, al Bondone, gareggerà in staffetta. Domenica, nella 50 chilometri. E sarà l'ultima gara da professionista.

Fulvio Scola, classe 1982, capace in carriera di conquistare titoli italiani e podi di Coppa del Mondo, ha detto basta. Un annuncio ufficiale, messo nero su bianco sul suo sito internet, www.fulvioscola.it.

«Dopo un mese di dicembre in salita, da gennaio in poi la condizione è migliorata ed ho ottenuto numerosi podi in gare di Coppa Italia e degli ottimi piazzamenti anche ai campionati italiani assoluti e in gare di Coppa Europa. Tuttavia, anche se ho avuto buone sensazioni in gara, mi sono accorto in questi mesi di non riuscire più ad esprimere le accelerazioni e i ritmi che mi hanno portato a competere con i migliori al mondo nelle gare sprint e ad ottenere onorevoli piazzamenti anche in gare distance», scrive il falcadino della Fiamme Gialle. «Ora però mi sono reso conto che il fisico non risponde più come ero abituato agli stimoli allenanti che riceve... gioca sempre un po' in difesa. Sarebbe bello rincorrere ancora nuovi obiettivi, ma come si sa tutto ha una fine e questo credo sia il momento migliore per decretarla».

Fulvio, decisione definitiva?

«Diciamo che è al 99,9 per cento. Uno 0,1 per cento lo lascio come possibilità perché, nella vita, non si sa mai».

Decisione sofferta?

«Dire basta non è facile. Però ho voluto essere io a dirlo. Anche se in tanti mi dicono di continuare. Ma continuare non avrebbe tanto senso: le sensazioni non sono quelle che dovrebbero essere per competere al top, inutile farsi illusioni. E gareggiare in Coppa Italia non ti dà quelle motivazioni che hai quando sei stabilmente in Coppa del Mondo. Bisogna essere realisti».

Tempi di bilanci, dunque. Quale il tuo?

«I bilanci definitivi li faremo dopo l'ultima gara. Quello che posso dire è di essere stato un buon atleta che è cresciuto passo passo, cercando di migliorarsi con il lavoro costante e la caparbietà, fissando l'asticella un po' più in alto ogni stagione».

Quale la soddisfazione più grande?

«Dal punto di vista tecnico il quinto posto nella classifica finale della Coppa del Mondo sprint al termine della stagione 2010-2011: un risultato che fotografa una stagione condotta tutta ad alto livello. Dal punto di vista emozionale il terzo posto nella team sprint di Milano nel gennaio del 2012».

Dopo un paio di settimane però una caduta ti mise ko la spalla.

«Identifico in quell'episodio il punto di rottura della mia carriera. Mi sono ripreso ma nulla è più andato come prima».

La delusione più grande?

«Non aver potuto partecipare alle Olimpiadi, il sogno di ogni atleta».

Cosa farai una volta smessi gli sci?

«Ancora non lo ma in questi anni ho cercato di tenermi aperte tante porte, facendo i corsi maestri e allenatori e laureandomi in Economia e diritto».

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