Del Favero ribatte: «La mia firma mai contestata in trent’anni»

AURONZO. E Attilio Del Favero si infuria. Ne ha abbastanza il nuovo presidente del Cadore e decide di controbattere alle dichiarazioni al veleno pronunciate da esponenti della società Auronzo dopo l’esito infausto del reclamo presentato dopo il derby del 16 settembre sul tesseramento di Elvir Pitarevic ed Emir Tiric .
Del Favero contesta innanzitutto il clamore suscitato dalla bocciatura del ricorso da parte del Giudice sportivo a causa della firma illeggibile e spiega di essersi sentito costretto a replicare, dopo la vicenda nata dalla decisione della sua società di presentare reclamo contro l’Auronzo. «La nostra era una semplice verifica dell’effettivo tesseramento di due extracomunitari presenti nella rosa dei nostri cugini», dice Del Favero, «un reclamo che qualsiasi società attenta avrebbe fatto, una società che difende i propri diritti e quelli dei suoi tesserati». Insomma, Del Favero non si capacita che «una semplice richiesta di verifica abbia suscitato un clamore del genere quando di casi simili spesso nemmeno se ne parla ».
E sulla questione della firma illeggibile, Del Favero non ha dubbi: «Faccio l’imprenditore da 30 anni e con questa firma ho attestato migliaia di contratti commerciali, contratti bancari e notarili senza che nessuna autorità molto più elevata del Giudice sportivo avesse mai contestato. Dico questo accettando il giudizio del Giudice sportivo, anche se con il sorriso… Non ho mica firmato una condanna a morte».
Dunque arriva la risposta di Del Favero alle dichiarazioni di Giampaolo Lozza, diesse dei galletti: «Il Giudice sportivo ha dato la sua sentenza e lo accetto, Tiric e Pitarevic erano schierabili da sabato 15 settembre, il giorno antecedente alla partita. Ma Lozza ha dichiarato che loro sono sempre stati tranquilli con i tesseramenti, e allora mi spieghi perché Tiric è stato schierato in data 9 settembre contro il Castion e nella gara di Coppa ancora antecedente anche se il soggetto in questione non era ancora regolarmente tesserato. Questo verrà riferito in Federazione».
Lozza consigliava al Cadore di avere maggiore calma prima di prendere la decisione di reclamare: «Il regolamento prevede che il preannuncio del ricorso e la raccomandata al club contro cui viene presentato vengano effettuati entro il giorno successivo alla gara».
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