Curling, Lo Deserto amara: «Constantini e Romei mi hanno fatto fuori»

La 24enne cortinese è delusa: «Poco rispetto verso di me, non mi hanno mai detto in faccia di andarmene»

Luca De Michiel
Nella foto, a destra, Marta Lo Deserto
Nella foto, a destra, Marta Lo Deserto

 

Strade diverse, nuove prospettive. Manca ancora l’ufficialità, ma una cosa è certa: non esisterà più il Team Constantini così come l’abbiamo conosciuto fino ad oggi. Le nostre indiscrezioni sembrano dunque confermate e al termine del quadriennio olimpico, dopo lo scioglimento del Team Retornaz al maschile, anche la squadra più forte del panorama azzurro femminile giunge al capolinea.

Tanti elementi avevano fatto pensare all’addio di Marta Lo Deserto. La giovane cortinese classe 2002 in forza alle Fiamme Gialle, conferma la decisione di lasciare la sua vecchia squadra ed è al lavoro per costruire il futuro, aprendo così degli scenari interessanti anche in ottica nazionale.

Marta, la domanda più scontata è da dove nasce questa spaccatura nel Team Constantini?

«Me lo sono chiesto spesso, credo che tutto nasca da quando siamo arrivate a formare un gruppo di cinque giocatrici e dunque non tutte potevamo giocare. Io e Angela Romei in particolare ci siamo alternate nello stesso ruolo, credo che da quel momento le cose abbiano iniziato a rompersi».

E dunque, al termine di questa intensa stagione, ti è stato comunicato di non essere più parte del progetto della squadra di Stefania?

«Non ci siamo mai viste di persona. Avevo la sensazione che volevano farmi fuori e a dirla tutta anche io pensavo di andarmene perché non c’erano più le condizioni per restare. Ho provato a chiedere un confronto con Stefania e Angela, che ho avuto solo dopo diverso tempo, inizialmente non mi sono state date risposte. Lo trovo un po’ assurdo, perché anche quando ci siamo sentite non mi hanno detto direttamente che non mi volevano più. Diciamo che me l’hanno fatto capire».

Cosa fa più male di questa situazione?

«Per me il concetto di squadra è un altro. Devo dire che me l’aspettavo, dopo quello che è successo in questi anni. Stefania è molto legata ad Angela e ha sempre voluto che giocasse lei al mio posto. Non è facile scendere sul ghiaccio con una persona che non ti vuole. Non mi sono piaciuti i movimenti che sono stati fatti alle mie spalle, bastava un po’ di chiarezza e che mi venisse detto in faccia di andarmene, non mi sarei arrabbiata, perché anche io non stavo più bene lì. Dal punto di vista umano non mi è piaciuto come si sono comportate: siamo state in squadra insieme per sei anni e il rispetto lo trovo fondamentale, qui non c’è stato. Volevano costruire una squadra senza di me e dirmelo solo a cose fatte, mettendomi in difficoltà».

Cosa farai adesso?

«Non starò certamente a guardare. Servirà un po’ di tempo perché fino ad oggi in pratica c’erano il Team Constantini e il Team Mariani, non è facile costruire qualcosa di nuovo».

Tutto questo potrà influire sulla nuova nazionale?

«Anche al maschile si è creata una situazione diversa rispetto al passato. Bisognerà capire come verrà fatta la selezione, se con un challenge che premia la miglior squadra o se attraverso i singoli».

Si è appena conclusa una stagione molto intensa anche per te, che bilancio tracci al di là di tutto?

«Un anno ricco di alti e bassi. All’inizio stavo giocando molto e anche abbastanza bene, poi sono rimasta fuori dagli Europei e ho saltato la trasferta in Canada. Nonostante tutto ho continuato ad allenarmi e sono arrivate le Olimpiadi. L’emozione più bella della mia vita, peccato per il risultato ma l’esperienza è stata bellissima».

Hai avuto paura di non arrivare a giocare le Olimpiadi a Cortina?

«Si, molta. Quando è arrivata la chiamata ho pianto, non sapevo che ruolo avrei ricoperto ma l’importante era esserci. Diciamo che i mesi prima dei Giochi li ho vissuti molto male, perché appunto non c’era la certezza di chi vi avrebbe partecipato, è stata tosta dal punto di vista emotivo».

Poi c’è stata la polemica sull’esclusione di Romei. Ha influito sul vostro risultato?

«Sicuramente ha condizionato il clima nella squadra. Abbiamo fatto sei anni di sacrifici, la nostra squadra ha portato l’Italia in alto nel curling, è stato difficile partecipare alle Olimpiadi senza di lei».

Quale obiettivo ti sei posta adesso?

«Arrivare al 2030 e giocare un Olimpiade migliore di questa. Nel frattempo sarebbe bello vincere qualche medaglia in più, ritornare a partecipare agli Slam e perché no cercare di diventare una delle squadre più forti del panorama mondiale».

 

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