Calcio serie C. Scuola Milan: Diego Sia fa sorridere la Dolomiti Bellunesi

L’autore del pareggio di Brescia è l’uomo del momento. «Sul gol ho seguito le indicazioni di mister Bonatti. È stato bello ma non ho capito bene come l’ho colpito»

Gianluca Da Poian
Diego Sia dopo il gol a Brescia (Foto di Beppe De Zanet)
Diego Sia dopo il gol a Brescia (Foto di Beppe De Zanet)

Le giovanili al Milan, il debutto tra i senior con la seconda squadra rossonera, la retrocessione dalla C alla D - nei playout contro la Spal di Daniele Mignanelli - e una mezza stagione di alto livello in serie D prima di di alcuni mesi in prestito al Mirandés in Liga 2.

Poi la scelta di vita, ovvero quella di accettare il trasferimento a titolo definitivo alla Dolomiti. Tre anni di contratto e un investimento reciproco in chiave futura, scommettendo su una o più annate di spessore.

Calcio serie C. Impresa Dolomiti Bellunesi, punto d’oro in rimonta a Brescia
L'esultanza di Sia dopo il pareggio (Foto Beppe De Zanet)

Diego Sia un gol pesantissimo lo aveva già segnato contro la Giana Erminio a inizio mese, confezionando la rimonta da tre punti in quella che è rimasta l’ultima affermazione in campionato dei bellunesi.

Poi il subentro nel pareggio contro l’AlbinoLeffe, la titolarità nello 0-0 con il Renate e l’ingresso alla pausa nella serata della sconfitta contro il Lumezzane. Domenica anche aveva cominciato dalla panchina, ma per fare il solletico a un Brescia sin lì mai spaventato occorreva il suo attacco alla profondità.

Così, il classe 2006 assieme a un ottimo Eljon Toci sono stati mandati in campo da mister Andrea Bonatti dopo la rete di Casasola e Sia è diventato uno dei protagonisti del punto di prestigio. In classifica sono 10, a proposito. Senza contare l’imbattibilità che prosegue in trasferta, in attesa di sbloccarsi in casa magari già domenica, quando a Feltre alle 17.30 arriverà il Novara.

Quel gol e l’impatto

«Sono contento di aver segnato, peraltro seguendo le indicazioni dell’allenatore», racconta il talento di Milano, già nazionale under 19 agli Europei 2024 nella stessa selezione del bellunese Tommaso Ebone. «Dovevo attaccare alle spalle di Rizzo perché lì c’era spazio e l’ho ascoltato. Il gol? Bello, pur se in quel momento non avevo capito bene come l’avessi colpita. A ogni modo l’importante era riuscire ad equilibrare il punteggio e tornare via con un punto da un campo davvero difficile».

Sia è al momento la prima alternativa nel reparto offensivo, certo è indubbia la volontà del ragazzo scuola rossonera di ritagliarsi sempre maggiore spazio. Non mancheranno le opportunità comunque, ad esempio in un mese di ottobre da sei partite: si comincia contro il Novara domenica e si finisce il primo novembre contro il Lecco, passando per Desenzano - due volte compresa la Coppa Italia - Trento e Treviso.

«Vengo da un anno nel quale è stato un po’ difficile giocare diverse partite di seguito, senza dimenticare le differenze tra il calcio spagnolo e quello italiano a proposito del ritmo. Con lo staff tecnico sto cercando di ritrovare la condizione migliore e nel frattempo l’importante è essere d’aiuto alla Dolomiti».

Dal Lumezzane… al Brescia

Non era facile andare al “Rigamonti” e uscire indenni dal campo di una squadra obbligata a vincere per rimanere in scia alla capolista Cittadella, oltre al giocare di fronte a più di 9000 persone che certo non tifano per te. Senza dimenticare la delusione dovuta alla sconfitta rimediata contro il Lumezzane il lunedì precedente.

«In realtà però quella sfida l’abbiamo messa da parte fin dall’allenamento successivo, pensando solo a preparare la trasferta di Brescia. Certo è stato bellissimo di fronte a una cornice di pubblico del genere».

In ogni caso, pure stavolta la soddisfazione dell’1-1 deve presto lasciare spazio al preparare l’appuntamento con il Novara, così da sfatare il “tabù” casalingo. Molto passa dall’essere più pericolosi in zona gol.

«La priorità è trovare qualche combinazione in più tra di noi in attacco, ma dal mio punto di vista dei miglioramenti ci sono già stati».

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