Sci nordico. Elia Barp: «Squadra forte anche senza Pellegrino»
Il fondista bellunese è al lavoro a Oberhof per la prima stagione senza il capitano. «Io, Graz e Carollo dobbiamo imparare ad essere un punto di riferimento. Il clou saranno i Mondiali di Falun, ma serve andare forte anche in Coppa»

Domenica sarà uno degli atleti più attesi al Grand Prix Sportful, la classicissima dello skiroll che si svolge tra Pedavena e Croce d’Aune e che costituisce l’evento di maggior richiamo della specialità in Italia, anche perché rappresenta un test utilissimo per tutti gli azzurri in vista dell’ultima parte di preparazione. È Elia Barp, classe 2002, due medaglie di bronzo a Milano Cortina (in staffetta e nella team sprint) e ormai riferimento assoluto per il movimento degli sci stretti azzurri, insieme agli altri due bronzi in staffetta, il sappadino Davide Graz (classe 2000) e al piemontese Martino Carollo (2003).
Responsabilità
“Orfani” di Federico Pellegrino, che al termine della scorsa stagione ha lasciato l’agonismo, i tre hanno ora la responsabilità di guidare la rinascita del fondo azzurro.
«Non è una responsabilità improvvisa, diciamo che ci siamo arrivati preparati, visto che “Chicco” già lo scorso anno ha fatto una preparazione per gran parte lontana dai raduni azzurri», dice il finanziere trichianese che in questi giorni sta completando il blocco di lavoro a Oberhof. «Pellegrino è stata una figura di riferimento importante. Io, Davide e Martino stiamo imparando a esserlo. Con il gruppo rinnovato stiamo lavorando bene, anche i più giovani sembrano essersi integrati senza eccessiva fatica».
Oberhof, tra tunnel e corsa
Dallo scorso 16 settembre le squadra azzurre di Coppa del Mondo e under 23 sono a Oberhof (Turingia – Germania) per allenarsi nella struttura coperta.
«Allenarsi qui va bene perché è fondamentale sciare su neve ma non sono proprio le due settimane più facili della preparazione perché lavorare nel tunnel è abbastanza monotono», spiega Barp che nel fine settimana è stato l’azzurro più brillante nella campestre di 10 chilometri organizzata dalla federazione tedesca: secondo alle spalle del tedesco Tom Emilio Wagner, con un distacco di 4’’3. «Ho fatto peggio di qualche secondo rispetto allo scorso anno, ma va bene così, le sensazioni sono buone», dice Elia.
Non solo Mondiali
Il 12 ottobre è previsto un raduno su ghiacciaio (Ramsau o Stelvio, dipenderà dalle condizioni meteo e di innevamento), poi in breve sarà tempo di tornare a indossare il pettorale.
«L’appuntamento clou della prossima stagione saranno i Mondiali di Falun ma per andare forte alle gare, devi farle le gare, quindi, almeno fino al Tour de Ski di gennaio, non sacrificherò gli appuntamenti di Coppa del Mondo per preparare la rassegna iridata», dice ancora Barp che, come consuetudine, non si nasconde. «A Milano Cortina 2026 abbiamo dimostrato di saper ottenere certi risultati. Siamo in grado di farlo, vogliamo rifarlo, anche se consapevoli che ripetersi è la cosa più difficile».
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