Calcio. JM Feltre, bis di Fent dopo 25 anni. «Essere promossi non è mai casuale»
Seconda categoria. Il presidente aveva già vinto il campionato nel 2001 da mister. «Un applauso a Cuberi, ha gestito alla grande il torneo»

Gabriele Fent ha conquistato la Prima da allenatore nel 2001, bissando ora il risultato da presidente. Peraltro il traguardo lo raggiunge a pochi giorni dalla nomina del nuovo direttivo della JM Feltre, comprendente anche i vicepresidenti Marco Merotto e Massimo Riva e i consiglieri Elena De Bacco, Saverio De Boni, Claudio D’Incau, Antonio Fent, Alessandro Manera e Gianpaolo Zatta, oltre a Marco Riva presidente onorario. Significativo il traguardo raggiunto, dopo un’estate caratterizzata dal cambio di denominazione societaria volto a identificare sempre più la Juventina non più come squadra della sola Mugnai ma dell’intero comune feltrino.

«Non posso che essere soddisfatto del lavoro svolto», fa sapere Fent all’indomani del 2-0 contro il San Vittore valso i festeggiamenti. In 28 partite di campionato, 25 affermazioni e appena tre pareggi. «Essere promossi non è mai casuale e in questo caso c’è dietro il buon lavoro iniziato anni fa e caratterizzato in particolare dalla sistemazione dell’impianto di Mugnai, che rappresenta il nostro orgoglio. Senza dimenticare la crescita del settore giovanile. Abbiamo vinto un campionato pressoché irripetibile con questi numeri e ne approfitto per rivolgere i complimenti al Ponte Alpi dell’amico Enrico Collarin, che si è congratulato con noi. In qualsiasi altro girone sarebbero primi e mi auguro di affrontarli di nuovo, nella prossima annata».
In estate era avvenuto appunto il cambio di denominazione, peraltro non esente da critiche sia interne sia esterne.
«Si possono comprendere. Volevamo tuttavia cogliere l’opportunità di rappresentare il territorio di Feltre, ma senza montarci la testa come continuerà ad accadere. Siamo in Prima, ma dobbiamo continuare a crescere e di recente abbiamo ampliato il direttivo, inserendo persone che nel club a dare una mano. La nostra è una piccola società, la quale tuttavia continua a crescere a piccoli passi. Senza dubbio la prima squadra è trainante e la promozione rappresenta un beneficio, a ogni modo il settore giovanile rimane il focus e lì dedichiamo energie per renderlo sempre più attrattivo. Lo spazio in prima squadra continuerà a esserci, e cito ad esempio il titolare Simone Zatta già debuttante con me in panchina quando aveva appena 16 anni, senza precludere opportunità superiori a chi lo merita».
Da “collega”, un applauso a mister Elton Cuberi.
«A lui dico sempre che è arrivato nel posto giusto al momento giusto. La sua bravura principale è stata gestire le tensioni di un campionato così combattuto, senza mai creare pressione al gruppo e anzi facendo vivere il cammino come un divertimento».
Capitolo campi sportivi. L’impianto di Mugnai sta quasi “stretto” al club tra prima squadra e settore giovanile. Si era pure parlato di sogno “Zugni Tauro” per le partite casalinghe, ma l’opzione sembra difficile da praticare almeno fino a quando la Dolomiti giocherà le partite di C a Feltre.
«Ci abbiamo anche giocato in passato, ma giustamente adesso sta facendo da palcoscenico al professionismo. Al contrario, stiamo lavorando per una profonda manutenzione di uno spazio bello e centrale come il Foro Boario».
Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi








