Belluno, Gjoshi fuori un mese per la frattura di un dito

Dopo il rinvio del match con il Delta Porto Tolle, il 26enne esterno difensivo carica il Belluno 

l’infortunio



Una frattura scomposta del mignolo della mano sinistra ferma Halil Gjoshi. L’esterno gialloblù, che ieri ha compiuto 26 anni, nel match contro il Campodarsego ha subito un pestone alla mano in un’azione di gioco. Si è recato in ospedale e gli esami hanno evidenziato la rottura della falange prossimale del quinto dito della mano sinistra. Gjoshi è stato operato subito, i medici parlano di un mese di stop, ma il giocatore farà di tutto per tornare prima a disposizione di mister Lauria per non perdersi il momento entusiasmante della squadra, capolista del torneo insieme alla corazzata Trento.

«In un contrasto sono finito a terra e l’avversario mi ha pestato la mano con i tacchetti di ferro», racconta Gjoshi, «ho sentito subito un forte dolore ma non pensavo fosse rotto. I raggi, invece, hanno evidenziato una frattura, sono stato subito operato e ingessato. Per il recupero ci vorrà un mesetto ma farò di tutto per tornare prima. Questa settimana starò fermo, vedremo insieme allo staff tecnico se sarà possibile cominciare ad allenarsi prima e tornare presto in campo, magari con un tutore adeguato. Il momento che stiamo attraversando è così bello che mi rode restare fuori».

Oggi il Belluno non scende in campo nel turno infrasettimanale perchè il Delta Porto Tolle venerdì scorso ha chiesto il rinvio. Gjoshi prova a fare il punto della situazione.

Il Belluno si trova in vetta con 32 punti in 17 giornate. Chi lo avrebbe mai detto?

«Confrontandomi con i più “vecchi” in squadra, avevo capito che molti ci davano in lotta per la salvezza», continua Gjoshi. «Bene, continuiamo a pensare queste cose, anche perché la stagione è ancora lunghissima. Stiamo bene insieme, ci divertiamo e lavoriamo duramente. Questo sta facendo la differenza».

Uno sguardo ai playoff?

«Meglio vivere alla giornata, perché non ci piace guardare troppo in avanti. Ogni match per noi deve essere una finale».

Quale è il vostro punto di forza?

«Oltre al gruppo affiatato, direi lo staff tecnico, composto da persone in gamba, che trasmettono la loro forza ai giocatori. Stiamo facendo un’ottima fase difensiva che fa sempre la differenza. Da quando gioco voglio prendere meno gol possibili, mi rode subirli».

Ha giocato sette anni tra Ripa Fenadora e Union Feltre. Si aspettava di vedere la sua ex squadra in difficoltà quest’anno?

«Guardando la rosa, direi che non me lo aspettavo, ovviamente poi bisogna metterla insieme e non è mai semplice. Qualcosa gli sta girando storto e va tenuto in considerazione che ogni anno il campionato è diverso. Sono sicuro che ne usciranno, l’Union è una squadra forte».

Domenica giocate in casa contro il Cjarlins.

«Che rabbia essere in tribuna», conclude sconsolato Gjoshi, «il nostro avversario ha una società ambiziosa e ha fatto un mercato importante. Sono costruiti per fare un campionato di vertice». —





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