Un’immersione «nel bianco» con il trevigiano Mario Vidor

BELLUNO. In questi giorni e fino al 2 febbraio se un bellunese vuole vedere neve in quantità (oltre che recarsi appena appena in quota dove la neve non manca) può anche recarsi nel Palazzo Crepadona al piano terra.
È qui allestita infatti una mostra di fotografie di Mario Vidor “nel bianco”. È una sua personale interpretazione di paesaggi invernali sopra Falcade nella zona di confine tra il Bellunese ed il Trentino.
Mario Vidor è fotografo di Pieve di Soligo nel Trevigiano. Si presenta nella sua biografia come interessato ad «esprimesi con una ricerca che si proietta in due direzioni : l'indagine storico-scientifica e quella creativa».
Ha nel suo palmares più di 230 mostre e oltre 60 libri. Lavori che lui ha portato letteralmente in tutto il mondo. Che esponga a Belluno a New York a Mosca o a Pechino per lui è sempre un incontro con pubblico e culture diverse che lo arricchisce e conferma la convinzione che con la fotografia si possono parlare all'istante tutte le lingue esistenti.
Entrate nel Cubo della Crepadona e guardatevi attorno. Troverete una ricerca di paesaggi con il bianco che fa da padrone. La neve diventa il mezzo che lo simboleggia ed è un bianco fotograficamente difficilissimo perchè a colori. L'inquadratura è sempre attenta, ricercata ed al tempo stesso unica e non modificabile. Fotografie sia astratte che curiosamente moderne ma sempre paesaggi coerenti nel scegliere qulcosa che è lì unico in quel momento, fissato per sempre nel sensore della macchina fotografica.
Al piano di sopra, nel loggiato, Mario Vidor ha portato 20 scatti di Parigi colti in un unico giorno. La luce è strana i colori diventano leggeri, indefiniti e quasi malinconici in aperto antagonismo con la solita ricerca di contrasti vistosi tanto usati nella fotografia attuale.
Foto senza sbavature perfettamente equilibrate nella loro composizione non senza significati. Una Parigi “normale” quindi ma colta con estrema maestria da un fotografo tanto bravo quanto modesto nell'apparire. La mostra rimarrà aperta in Crepadona fino al 2 febbraio. Gli orari della mostra sono al mattino del mercoledì, venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 13. La mostra è aperta anche il pomeriggio dal lunedì alla domenica dalle 16 alle 19.
Vidor nella sua lunga attività ha anche ricevuto molti premi, come il Bancarella del 1992 per il libro "Semplicemente Italia". E poi a Padova per la miglior fotografia veneta (1996) il Premio "Carlo Goldoni", a Macerata, a Orvieto a Garda.
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