Troppo lavoro a Sospirolo e Sedico: chiuse le macellerie Roldo

SOSPIROLO. Due serrande abbassate in altrettanti punti vendita. Mis di Sospirolo e Bribano di Sedico, stesso destino. Un po’ quello che sta accadendo ad altre attività commerciali nel Bellunese, schiacciate da crisi, burocrazia e mancato ricambio generazionale.
La macelleria Roldo però ha chiuso i battenti dei suoi negozi non per questi motivi, anzi. C’è esclusivamente una scelta di vita alla base della decisione presa da Renzo e Lina, figli dello storico gestore Mario scomparso un anno e mezzo fa.
I due hanno deciso di dire basta non senza profondo rammarico, qualche lacrima ed innumerevoli, splendidi ricordi. «Siamo andati in controtendenza», racconta Renzo Roldo, che è stato impegnato anche come presidente della categoria macellai di Confcommercio. «Purtroppo varie attività in questi tempi devono dire basta in quanto manca il lavoro. Noi invece dobbiamo fermarci avendone… troppo. Purtroppo un’attività del genere richiede tempo e grande impegno. Magari da fuori è difficile notare, ma spesso occorre rimanere 12, 14 ore fuori casa. E non si può vivere per lavorare».
Chiaramente è stata valutata la possibilità di assumere qualche altro dipendente, «però in tal caso occorreva incrementare il fatturato, altrimenti il rischio era arrivare a fine mese senza aver messo via nulla. In più la macelleria richiede determinate competenze».
Gli attestati di stima sono stati numerosi e continui, fin da quando aveva iniziato a girare la voce della possibile chiusura, concretizzatasi poi alla fine dell’anno.
«Parliamo di un’azienda di famiglia nata nel 1936 con mio nonno Gildo e portata avanti da papà Mario», sottolinea Renzo Roldo. «Dalla bottega al Mis sino al punto vendita di Bribano, senza dimenticare qualche anno a Longarone. Nonostante la sempre crescente concorrenza della grande distribuzione, i clienti sono rimasti affezionati e ci hanno continuato a premiare sino all’ultimo giorno. Noi dal canto nostro abbiamo cercato di offrire l’indispensabile qualità, unita all’esperienza».
Da capire che fine farà il macello a Mis. «Una nostra proprietà, così come i due negozi, che rispetta tutte le varie regole. Volendo, potrebbe essere riaperto già domani mattina. Stiamo valutando varie soluzioni, d’altronde a qualcuno può interessare l’utilizzo di un macello attivo sino a poche settimane fa e completamente a norma».
Inevitabile il «grazie ai nostri dipendenti, fornitori e naturalmente ai clienti. Abbiamo preso tale decisione con sofferenza, poco ma sicuro». E con il saluto se ne va un pezzo di storia del commercio bellunese. –
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