Bimbo travolto dal muletto guidato dal padre, al funerale la ninna nanna della mamma
A Sedico l’ultimo abbraccio al piccolo Lucas De March, 6 anni, morto nel piazzale dell’azienda di famiglia. Tutto il paese si è fermato per stringersi ai genitori, il parroco: «Fai un’acrobazia delle tue: arrampicati sulla schiena di Gesù e guarda verso il basso»

Un pacco regalo con dentro un gioco bellissimo e un palloncino a forma di cuore con l’arcobaleno, ai piedini di una cassa bianca. Dovrebbe essere vietato fabbricarne di così piccole, perché non si può davvero morire a 6 anni, come purtroppo è successo a Lucas De March.
Un cucciolo talmente amato dai paesani di Sedico da riempire la chiesa arcipretale e anche il sagrato esterno, sotto una pioggia autunnale. Un bambino che se n’è andato ancora prima di frequentare la scuola elementare, per un maledetto incidente nel piazzale dell’azienda di famiglia, ma che per mamma e papà è ancora vivo, tanto è vero che Jennifer gli ha recitato una ninna nanna, prima che cominciasse la messa dei funerali: «Piciol di mamma e papà, luce, vivacità, testardaggine e intelligenza. Un bambino preciso, operoso, curioso amico di tutti e sempre pronto a fare qualcosa, con un sorriso e un nasino perfetti. Grazie Lucas, amore mio grande».

Il paese si è fermato per un minuto, alle 14.30 di giovedì 14 maggio, come aveva chiesto il sindaco Christian Roldo, poi ecco il suono delle campane per introdurre una cerimonia partecipata, commovente e piena di canti accompagnati dalla chitarra. C’erano anche gli alpini con il loro gonfalone, i ragazzi del judo Doushin Dojo, le educatrici della sua scuola per l’infanzia, ma soprattutto tanti sedicensi, che già nella fiaccolata del tardo pomeriggio di martedì avevano dimostrato tutta la loro vicinanza alla famiglia De March.
A occhio, più di 2000, ma rischia di essere una stima per difetto. E accanto ai parroci locali, è arrivato da Longarone don Fabiano Del Favero, che si è occupato della predica, dopo la lettura dagli Atti degli apostoli e il vangelo secondo Giovanni: «Lucas, piccolo amico», gli ha detto con un tono da fratello maggiore, «eri apparso come un miracolo nella vita dei tuoi genitori e questa gente e qui per te e per loro. Ci troviamo in una chiesa inondata d’amore. Li vedi mamma e papà? Ci vedi? Allora fai un’acrobazia delle tue: arrampicati sulla schiena di Gesù e guarda verso il basso. Aiutaci affinché possiamo superare questo grandissimo dolore».
Un sentimento scolpito sui volti di tutti. Il paese è rimasto attonito, quando venerdì scorso ha saputo quello che era successo, nella zona industriale di Bribano e non dimenticherà tanto presto quel bambino così bello, sveglio e intelligente, che da grande avrebbe senz’altro fatto il mestiere di papà. Probabilmente stava già cercando d’impararlo. Ciascun paesano l’ha sentito un po’ anche figlio suo e questo è senz’altro confortante non solo per Jennifer e Gabriele, ma anche per il fratellino Nicola, le nonne Bellanire e Daniela, i nonni Domenico e Franco, gli zii Ferney con Mavel ed Elena con Manuel e le cugine Gaia, Giorgia e Chiara.
Durante i funerali, sono state raccolte offerte che saranno devolute alla Ricerca sulle malattie rare dei bambini. Un altro atto d’amore per dei genitori, che hanno ringraziato tutti di cuore e trovato anche la maniera di scusarsi con i sanitari, i vigili del fuoco e la polizia, se venerdì scorso sono stati travolti dal dolore e magari possono non essere stati gentili come al solito.
Dopo la cremazione, le ceneri di Lucas riposeranno nel cimitero di Sedico, intanto i coloratissimi palloncini che erano stati preparati dalla famiglia e sistemati all’esterno dell’edificio sacro stanno ancora volando nel cielo di Sedico.
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