Teatro, il presidente Mario Neri lascia Fondazione «morta»

di Paola Dall’Anese
BELLUNO
Nuovo colpo di scena alla Fondazione Teatri: il nuovo presidente Mario Neri ha dato le dimissioni. La consegna della lettera al sindaco è avvenuta ieri mattina. Con questa uscita di scena, si può mettere definitivamente la parola fine alla vita dell’ente culturale. Anche se il primo cittadino, riconoscendo un errore di valutazione della situazione, rilancia un nuovo organismo, demandando la scelta al consiglio comunale.
Le dimissioni di Neri
«Ho consegnato la mia rinuncia immediata al mandato di rappresentare il Comune di Belluno nel consiglio di gestione della Fondazione Teatri, mettendo così termine alla disponibilità di mantenere la carica di presidente. Pensavo di poter guidare l’ente facendolo uscire dallo stato di crisi economica in cui versava al momento della mia nomina. Pur avendo annunciato le mie dimissioni il 5 dicembre al consiglio di indirizzo, mi ero reso disponibile a rimanere in carica fino alle elezioni amministrative, ma riesaminando ancora una volta la situazione, tenuto conto dell’uscita della Fondazione Cariverona e anche di alcune dichiarazioni secondo le quali come presidente sono chiamato a dare garanzie ai soci e non il contrario, ho preso questa decisione». Finisce così il mandato di Mario Neri al timone di un ente che ha dimostrato di essere in balia di contese tra diverse correnti all’interno del centrodestra.
Il sindaco Prade
Di questo ha preso tardivamente atto il sindaco Antonio Prade che, facendo una sorta di mea culpa, lascia la patata bollente di decidere il destino della gestione del teatro al consiglio comunale. «La Fondazione paga lo scotto per l’eccesso di politica manifestatosi fin dalla sua nascita. Ora è arrivato il momento di cambiare, partendo da un’idea forte. Quale sarà lo deciderà il consiglio che avrà il compito di costruire una casa nuova, non sulle macerie di quella vecchia, ma partendo da zero».
Sul piatto c’è la proposta della Lega Nord della residenza teatrale, proposta che il primo cittadino non scarta: «Ma se ci saranno altre idee si valuteranno tutte: fondamentale è che ci sia meno politica e più cultura. E soprattutto che sia una scelta per la città, non per una o per l’altra parte politica».
Ravvedimento tardivo come lo stesso sindaco non può che ammettere: «I segnali di quello che sarebbe successo erano già scritti da tempo e la politica doveva avere il coraggio di cambiare. Abbiamo peccato forse di ottimismo. Sicuramente anche l’amministrazione comunale», conclude Prade, «si è concentrata più sulla querelle tra Tib e Circolo cultura e stampa, perdendo di vista, invece, come stavano realmente le cose anche dal punto di vista economico».
Il sindaco, comunque, assicura che la stagione teatrale sarà portata a termine. Come, ancora non si sa, e chi si assumerà questa responsabilità non è ancora chiaro. Probabilmente, anche per palazzo Rosso, scegliere il capitano di una nave ormai affondata, diventa difficile.
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