Foen, campo da calcio senza luci per irregolarità: la comunità si mobilita per salvarlo
Il Comune ha vietato l’utilizzo dell’impianto di illuminazione della struttura gestita dalla Stramal: per sistemare le torri faro servirebbero circa 20 mila euro. Parrocchia, associazioni e cittadini pronti a collaborare: «Quell’impianto è un patrimonio storico della frazione»

La conflittualità è cominciata due anni fa per questioni legate al parcheggio. Da allora la convivenza tra la società Stramal e il privato che abita nell’edificio di fronte al campo sportivo parrocchiale di Foen si è fatta sempre più difficile, con segnalazioni sul comportamento degli atleti, sul disturbo delle luci utilizzate la sera per gli allenamenti, sull’irregolarità di alcune strutture di supporto al campo come recinzione, baracca e tettoia.
L’ultimo colpo è stata l’ordinanza con cui il Comune ha vietato l’utilizzo alla Stramal dell’impianto luci perché non a norma. Così, le due squadre iscritte ai campionati Csi sono costrette ad allenarsi altrove con ulteriori spese di affitto del campo. Una situazione difficile, dalla quale martedì sera, la società sportiva, il parroco don Vito e la comunità di Foen hanno detto di volere uscire regolarizzando quanto necessario e garantendo così il proseguimento dell’attività di un impianto che rappresenta un pezzo di storia della frazione.
L’incontro
Oggi è in programma un incontro tra il presidente della Stramal, Enrico Bof, l’amministrazione comunale e l’Arpav per definire esattamente quali lavori sono necessari per rendere il campo a norma: «Quel campo sportivo è stato realizzato con il sacrificio di tanti foenesi, molti dei quali sono andati avanti e per rispetto al loro impegno e alla loro memoria abbiamo il dovere di non darla vinta a una sola persona».
Questo l’appello che si è levato dal numeroso pubblico presente nella sala riunioni che ha ospitato l’incontro nel quale il presidente Bof ha riassunto il deterioramento progressivo dei rapporti con il proprietario della casa, fino all’ultima segnalazione che ha fatto scattare l’ordinanza sul divieto di uso dell’impianto di illuminazione. «Ci sono perfino delle segnalazioni per lancio di oggetti», ha spiegato Bof. «Oggetti che non sono altro che i palloni che durante l’allenamento possono accidentalmente uscire al di fuori del recinto di gioco».
Alla riunione era presente il parroco don Vito, il consiglio parrocchiale, i responsabili di altre associazioni del paese, e semplici cittadini che hanno riempito la sala tanto da costringere diverse persone a restare in piedi. Pur stigmatizzando l’accanimento con cui il proprietario della casa tenta di ostacolare l’attività sportiva, l’assemblea ha preso atto che «se non si è in regola con la legge ilo coltello dalla parte del manico ce l’avrà sempre la controparte».
In attesa di risposte
E allora ecco i 2.000 euro che la parrocchia ha già versato al Comune per sanare alcune situazioni non in regola. Resta altro da fare: «Rimuoveremo tutto quello che è necessario per mettere a norma il campo sportivo», ha aggiunto Bof, che poi ha ricevuto il sostegno della comunità per quel che riguarda il passo più complicato, quello di sistemare e mettere a norma le torri faro: «Noi come Stramal», ha detto, «non possiamo affrontare una spesa così ingente. Si ipotizzano circa 20.000 euro».
Qui la comunità ha dimostrato di essere unita con Manuel Sacchet ed Ennio De Simoi che hanno esortato le altre associazioni e la parrocchia a raccogliere la sfida. «Sono convinto», ha detto De Simoi, «che insieme ce la possiamo fare». Mario Andreina del comitato parrocchiale ha tirato le fila della serata chiedendo chiarezza sull’impegno economico necessario per sistemare ciò che ancora non va bene al campo e l’incontro odierno in Comune potrebbe fornire questa risposta. Anche il parroco don Vito è uscito rincuorato dalla serata: «La parrocchia farà la sua parte, riusciremo a mantenere viva una struttura che è parte integrante della comunità di Foen».
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