Sparisce dopo la scarcerazione e salta l’udienza per l’estradizione: trentottenne ricercato

Il cittadino maliano, accusato in Francia di violenza sessuale su una minorenne, non si è presentato in questura né in Corte d’Appello a Venezia. Il telefono risulta spento e la polizia lo sta cercando: rischia di tornare in carcere a Baldenich. L’udienza sull’estradizione è stata rinviata al 18 novembre

Gigi Sosso
La Corte d’Appello di Venezia
La Corte d’Appello di Venezia

 

Il telefono è spento. E a casa non c’è. La speranza è che ad A.S. non sia successo niente di grave, certo martedì non si era presentato in questura per osservare l’obbligo di firma e ieri non si è fatto vedere in Corte d’Appello, dove la magistratura lo aspettava per discutere della richiesta di estradizione da parte della Francia.

A Venezia, è andata solo l’avvocato Monica Azzalini, che sul punto ha ottenuto un rinvio al 18 novembre, in quanto non c’è ancora quello che si chiama titolo esecutivo. Non è ancora arrivato dalla Corte transalpina e, senza questo documento, l’Italia non può consegnarlo spontaneamente alla Francia.

Ritorno in carcere

Il fatto di aver violato la misura alla quale era sottoposto, però, lo farà tornare a Baldenich, non appena sarà stato rintracciato, ammesso e non concesso che sia ancora da queste parti e non gli sia capitato qualcosa di pesante, per non dire definitivo. Non dev’essere andato nemmeno a lavorare negli ultimi giorni, eppure ha un contratto a tempo indeterminato con una multinazionale che lo paga bene, se è vero che può permettersi di pagare l’affitto di un appartamento a Belluno.

Una situazione come minimo misteriosa. La polizia lo sta cercando per riportarlo in carcere, Azzalini gli ha telefonato, ma lo smartphone risulta spento. «L’utente da lei chiamato non è al momento raggiungibile. Si prega di riprovare più tardi» garantisce una voce metallica e impersonale.

Fiducia mal riposta?

La settimana scorsa il 38enne cittadino del Mali era stato scarcerato dal giudice per le indagini preliminari di fronte alla totale mancanza dei requisiti utili a prolungare la carcerazione: non ci doveva essere il pericolo di fuga, dal momento che A.S. sta bene a Belluno e ha un posto fisso; non esisteva quello di eventuale ripetizione del reato, perché in Italia non ha precedenti, nemmeno di polizia, e non sussisteva nemmeno il rischio dell’inquinamento delle prove, visto che il reato di violenza sessuale su una minorenne sarebbe stato commesso all’estero, tra il 2021 e il 2023.

Non è matematico che sia scappato chissà dove, ma a questo punto non lo si può nemmeno escludere. Si sa che non intendeva consegnarsi alle autorità francesi e respingeva con fermezza tutte le accuse mosse nei suoi confronti. La sua assenza non è una confessione, allo stesso tempo non depone certo a suo favore

La posizione dell’avvocato

Azzalini l’ha tirato fuori dalla galera dopo 48 ore di detenzione ed è convinta che sarebbe riuscita a evitargli anche il rientro in Francia: «Premesso che non so dove sia, perché non si è fatto vivo all’appuntamento che ci eravamo dati per ieri e il giorno prima non si era presentato in questura, credo che avremmo potuto giocarcela tranquillamente, puntando sulla sua reputazione in Italia, oltre che sul fatto di avere un posto di lavoro, un contratto di affitto sempre onorato e una vita sociale del tutto tranquilla e rassicurante».

«Ieri mattina l’ho cercato, naturalmente, ma il telefonino suona spento e, che io sappia, non ha lasciato informazioni a nessuno», continua, «non vorrei che gli fosse capitato qualcosa, detto questo dovrò tornare in Laguna il prossimo 18 novembre, anche per verificare se il titolo esecutivo è arrivato oppure manca ancora. Dipenderà anche da questo aspetto».

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