I sindacati molto cauti sulle dimissioni di Del Vecchio: «È un passaggio delicato»

Filctem, Uiltec e Femca con i piedi di piombo sulla questione, il commento: «L’uscita di Del Vecchio è un passaggio delicato, faremo valutazioni». Lo storico Rsu Dell’Atti: «Questo però è un fulmine a ciel sereno»

Francesco Dal Mas
Leonardo Maria Del Vecchio
Leonardo Maria Del Vecchio

«L’uscita di Leonardo Maria Del Vecchio da tutti gli incarichi operativi in EssilorLuxottica rappresenta un passaggio delicato, sul quale sarà necessario fare le dovute valutazioni nei prossimi giorni, anche alla luce delle eventuali ulteriori informazioni che potranno emergere».

Così le segreterie territoriali di Filctem, Femca e Uiltec sulle dimissioni di Del Vecchio da presidente di Ray-Ban e da chief strategy officer del colosso italo-francese.

Luigi Dell’Atti lavora nello stabilimento di Agordo da più di un lustro, è il più storico dei delegati sindacati di fabbrica (Filctem, nel suo caso).

«Questo è un fulmine a ciel sereno. Inimmaginabile», ammette, «anche perché adesso nel board del Gruppo non ci sarebbe più nessuno strettamente di famiglia». È, dunque, una situazione preoccupante per Agordo, prima ancora che per Sedico o Pederobba, nell’alto Trevigiano?

«Per la verità abbiamo vissuto altri momenti difficili di transizione. Luxottica ne è sempre uscita al meglio, più strutturata. Il momento è problematico per il mercato del lusso, piuttosto che per queste dimissioni. Bisogna vigilare sui movimenti nel futuro prossimo. Se l’azienda conferma gli investimenti per l’implementazione dell’occhiale tecnologico, supereremo anche questa fase critica».

Ecco, infatti, che le tre organizzazioni sindacali di Cgil, Cisl e Uil dicono di seguire «con grande attenzione» i diversi processi che stanno interessando il Gruppo ed auspicano che «le scelte strategiche continuino a essere accompagnate da un confronto solido e trasparente, all’interno di un sistema di relazioni industriali che in questi anni ha dimostrato di poter produrre risultati concreti».

Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec preferiscono non entrare nel merito delle contestazioni mosse da Del Vecchio ma insistono sulla convenienza del confronto con il Gruppo sulle «intese recentemente sottoscritte sugli impegni per lo sviluppo industriale e sulla sperimentazione di modelli organizzativi e di orario innovativi, così come il lavoro che stiamo portando avanti in vista del rinnovo del contratto aziendale, in scadenza a fine anno».

Con quel supplemento di estremo interesse che è il nuovo reparto dedicato al settore wearable nello stabilimento di Agordo. «Sono tutti passaggi importanti, che devono essere letti all’interno di una prospettiva più ampia: quella di un’azienda chiamata a continuare a investire, innovare e creare valore, mantenendo al tempo stesso un forte radicamento produttivo e occupazionale in Italia e, in particolare, nel territorio bellunese. Confidiamo», concludono le segreterie territoriali di Filctem, Femca e Uiltec, «che lo sforzo di tutti i soggetti coinvolti abbia come unica priorità la tutela e il rafforzamento del valore di EssilorLuxottica, sia sul piano industriale e occupazionale sia per ciò che l’azienda rappresenta per il nostro territorio: un patrimonio di competenze, professionalità, innovazione e capacità di promuovere e interpretare il cambiamento».

L'unico dirigente sindacale ad andare oltre è Roberto Toigo, segretario regionale della Uil. «Le dimissioni di Del Vecchio e soprattutto le motivazioni delle stesse mi preoccupano molto. La famiglia è stata il centro dello sviluppo del Bellunese e per chi lavora e non solo l’appartenenza è la chiave di tutto. La cosa mi rattrista molto anche se nell’immediato orizzonte non vedo a rischio il futuro di Luxottica».

 

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