Pubblico impiego: siglata la preintesa del contratto decentrato tra sindacati, Comuni e Unioni montane
Più flessibilità e conciliazione vita-lavoro per i dipendenti degli enti locali. Le parti sociali: «Una svolta importante per il futuro del lavoro e per la qualità dei servizi nei territori»

Firmata la preintesa per la provincia di Belluno sulla parte normativa del contratto collettivo decentrato integrativo, raggiunta con le Unioni montane del territorio. L’accordo si applicherà capillarmente a tutti i Comuni della provincia di Belluno, con la sola eccezione delle realtà più grandi, come il capoluogo e Feltre, che gestiscono la contrattazione autonomamente, e ai lavoratori delle Unioni montane, per un totale di circa 1.400 dipendenti coinvolti.
La preintesa è stata sottoscritta da Cisl Fp e Uil Fpl, con la collaborazione attiva e preziosa delle Rsu e in coerenza con il quadro regolatorio vigente, che prevede l’esclusione dalle trattative delle organizzazioni sindacali non firmatarie del Ccnl nazionale di riferimento, come nel caso della Cgil.
«L’intesa rappresenta l’esito positivo di un modello sindacale moderno, basato sulla collaborazione costruttiva e sulla condivisione di obiettivi strategici tra le parti: un percorso virtuoso che ha visto l'Unione Montana Feltrina assumere con determinazione il ruolo di capofila nella contrattazione, coordinando e tracciando la strada per l'intero sistema territoriale. Grazie a questa sinergia, la parte normativa del contratto è stata profondamente rinnovata, mettendo al centro il benessere dei dipendenti come motore per l’efficienza della macchina amministrativa, specialmente nei Comuni di piccole dimensioni, cuore pulsante del territorio montano», dicono le parti sociali.
Il pilastro dell’accordo è la forte valorizzazione degli strumenti di conciliazione tra vita privata e vita lavorativa, attraverso misure innovative come l’ampliamento della flessibilità oraria e del ricorso al part time, l’introduzione strutturale del lavoro agile e l’adozione dell’orario multiperiodale, che consente di programmare dei calendari di lavoro su più settimane con orari superiori o inferiori alle 36 ore settimanali dovute, garantendo comunque nella media il rispetto al monte ore complessivo e andando incontro alle esigenze familiari.
Definito con la preintesa questo quadro di regole, il percorso proseguirà a breve con la sottoscrizione del testo definitivo della parte normativa, passaggio che consentirà di avviare il secondo e altrettanto importante capitolo della trattativa, dedicato alla parte economica e al welfare. «Il comparto degli enti locali sta purtroppo arrancando e la fatica nel trovare e trattenere personale qualificato è ormai un’emergenza quotidiana», dichiarano Gino Comacchio della Cisl Fp e Mauro Anselmi della Uil Fpl. «Proprio per questo, quando arriveremo alla firma definitiva della parte normativa, ci aspetteremo dalle amministrazioni la stessa lungimiranza politica e organizzativa dimostrata in questa prima fase dal tavolo di coordinamento guidato dall'Unione Montana Feltrina. Sarà fondamentale che gli enti mettano a disposizione tutte le risorse economiche possibili. Vogliamo spingere al massimo l'utilizzo dei fondi per attivare un pacchetto organico di misure di welfare aziendale e incentivi economici legati alla performance e alla produttività. Solo integrando le nuove tutele normative con una forte valorizzazione economica potremo premiare chi già lavora per la comunità e tornare ad attrarre nuove professionalità».
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