Si pensa di creare centri di lavorazione delle carni selvatiche
Normalmente i cacciatori consumano direttamente, o comunque mantengono in una cerchia ristretta, la carne delle loro prede e sanno come trattarla. Una delle proposte emerse dal Tavolo verde provinciale, tuttavia, è considerata molto utile, soprattutto in prospettiva futura.
«Alla luce del possibile aumento dell’abbattimento di ungulati, ma nono solo per questo», afferma il consigliere provinciale delegato alla caccia, Franco De Bon, «nel breve e medio termine si sta pensando di realizzare dei centri di lavorazione per le carni degli animali cacciati. Finora esiste solo un centro di questo tipo, realizzato a San Vito di Cadore diversi anni fa. L’obiettivo è quello di valorizzare e mettere in commercio la cacciagione, che diventerebbe così un prodotto certificato in tutta la sua filiera».
La Provincia quindi incoraggia ed è pronta a sostenere la creazione di questo tipo di centri di lavorazione, che sono già previsti a livello europeo con un regolamento molto stringente che garantisce al massimo il consumatore. L’idea è che si realizzino dei centri a livello zonale. —
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