Radiologia chiusa, la Tac diventa “mobile”

Locali inagibili dall’8 al 17 settembre per allestire impianti e collegamenti, il servizio in emergenza e in degenza è garantito

FELTRE

Nessuna Tac multistrato e nessun accesso ai locali dove è posizionato il macchinario, per dieci giorni dall’8 al 17 settembre. In compenso, la Tac si farà con un carrello ultrattrezzato, sia in emergenza che in degenza. Si chiude il locale dove è collocato lo strumento perché sono necessarie le installazioni degli impianti di collegamento definitivi nella nuova radiologia che sostituiscano definitivamente, con smantellamento, il vecchio sistema che finora ha comunque permesso il funzionamento della Revolution Evo a 128 strati, la Tac fra le più performanti di tutto il Veneto.

Anche per questo è fondamentale garantire il sistema di connessione che vada di pari passo con lo strumento di ultima generazione. Ma i pazienti non saranno trasferiti. La dirigenza Usl, tramite l’unità operativa di ingegneria clinica diretta da Laura Chiea, si doterà di un servizio mobile di diagnostica, avendo già interpellato l’impresa Fora Spa di Parma che dispone di un mezzo per il noleggio per il periodo, definito. Il noleggio incide complessivamente per diciannovemila euro. Ma i costi stimati sarebbero molto più elevati qualora si dovessero mettere in conto i trasferimenti dei pazienti, fra trasporto, personale impiegato per l’assistenza, oltre all’allungamento dei tempi per l’effettuazione delle indagini. Così l’esame diagnostico si farà con tanto di carrello ultra-attrezzato.

Oltre all’apparecchio mobile a noleggio saranno utilizzate le apparecchiature già presenti all’interno dell’unità operativa di radiologia, come un workstation per refertazione degli esami da parte del medico, una postazione Pc con collegamento finalizzato alla gestione delle prenotazioni e della programmazione degli esami, un iniettore per mezzo di contrasto, un carrello urgenze, con defibrillatore e aspiratore, un ventilatore polmonare e un monitor per i parametri vitali.

Il sistema proposto, si evidenzia dall’Usl, è di pari modello all’apparecchiatura Tac installata in unità operativa di Radiologia di Feltre fino a novembre 2016, con la stessa impostazione del sistema modello Revolution Evo in uso e pertanto, il personale non deve essere formato sulle modalità d’uso se non con una breve formazione sul sistema mobile. Terminati i lavori, radiologia sarà consegnata al committente Usl. Nel cronoprogramma, dovrebbe toccare al Pronto soccorso subito dopo. —



Riproduzione riservata © Corriere delle Alpi