Poste Italiane, donne protagoniste

Il centro di distribuzione di Alleghe è l’unico della provincia tutto al femminile

ALLEGHE. Da Alleghe a Colle Santa Lucia, da Caprile, Livinallongo e Sottoguda, quotidianamente impegnate con le loro auto a consegnare lettere e pacchi nei paesi e nelle piccole frazioni, fino alle più lontane e disabitate.

A compiere questa importante funzione sociale e di collegamento sono le quattro portalettere Ivana Crepaz, Emanuela Dorigo, Antonietta De Valier, Mara Lorenzin. Sono loro le donne centro di distribuzione di Alleghe, sede dei portalettere dell’Alto Agordino, l’unico della provincia interamente femminile.

A sottolinearne il ruolo è Poste Italiane, oggi in occasione della festa della donna. Oggi, le donne in Poste rappresentano circa il 54% della popolazione aziendale e circa il 59% dei lavoratori laureati; guidano, in media, il 58% degli uffici postali con punte che superano il 70% in diverse regioni e svolgono ruoli dirigenziali di primo piano a partire dalla Presidente. A Belluno e provincia le donne sono il 74% negli uffici postali e sono il 44% tra gli addetti al recapito.

Si ispira ad Andy Warhol e ai suoi celebri ritratti la cartolina che Poste Italiane ha realizzato in occasione dell’8 marzo e che sarà distribuita gratuitamente alle donne che entreranno negli uffici postali con sportello filatelico di tutta Italia: in provincia di Belluno alle Poste centrali di Belluno Castello e Feltre.

Dallo stesso giorno saranno disponibili anche quattro francobolli dedicati al genio femminile italiano, emessi dal ministero dello Sviluppo economico e appartenenti alla serie tematica “Le eccellenze del sapere”: un omaggio al mondo femminile che ha contribuito in modo determinante allo sviluppo di Poste Italiane fin dalla sua nascita, a metà dell’Ottocento, quando in azienda arrivarono le prime telegrafiste.

Una presenza resa possibile anche grazie alle politiche aziendali per le pari opportunità e alle iniziative in tema di welfare: tra queste la realizzazione di asili nido, l’assegnazione di “parcheggi rosa” alle lavoratrici in stato di gravidanza, l’adozione di modelli flessibili di organizzazione del lavoro che consentono ai dipendenti di conciliare gli impegni professionali con le esigenze personali e familiari, l’introduzione di percorsi formativi innovativi come “Maam U (Maternity As a Master)”, i piani di prevenzione sanitaria personalizzati, le azioni di sensibilizzazione e di formazione plurale a sostegno di una cultura d’impresa inclusiva.



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