Mura rinascimentali e tombe longobarde dentro il Miari Fulcis

Scavi pieni di sorprese nella nuova sede del museo civico Tempi rispettati e consegna tra novembre e inizio 2015
Di Gigi Sosso

BELLUNO. Tombe longobarde di qua. Mura rinascimentali di là. Palazzo Miari Fulcis si sta svelando come uno scrigno pieno di tesori, agli operai dell’impresa Bortoluzzi e ai tecnici della Soprintendenza dei beni archeologici del Veneto. Una collezione. Chi maneggia la cazzuola della malta, ma anche chi passa la spazzolina su qualsiasi pietra, incontra qualcosa di nuovo a ogni passo.

È stato scoperto un piccolo cimitero che risale alla seconda metà del VI secolo ed è localizzato nell’androne e nel cortile alle spalle della porta che dà su via Roma. E le mura perimetrali sono appena oltre il vecchio ingresso del Caffè Commercio.

Ora non c’è più traccia del locale gestito per tanti anni dalle sorelle Amalia e Mara Zoldan, neanche il bancone in stile Liberty, che era finito all’asta su un sito internet specializzato, tipo eBay. Gli ambienti sono stati acquistati dalla Fondazione Cariverona, che sta finanziando la costruzione del nuovo museo civico. Il referente bellunese e componente del consiglio d’amministrazione della fondazione Paolo Conte sta seguendo tutto mattone dopo mattone: «Non ci sorprendono questi continui ritrovamenti, anzi in qualche modo erano previsti fin dall’inizio dei lavori. Palazzo Miari Fulcis, come l’abbiamo conosciuto, era l’insieme di altre tre strutture, quindi è assolutamente normale che gli scavi portino continuamente alla luce dei reperti. Tanto più di epoca rinascimentale. Un po’ diverso il discorso che riguarda la necropoli longobarda, per la quale bisognerà fare qualche verifica in più, anche per capire se si ferma dove finisce il palazzo o prosegue nel sottosuolo di via Roma».

La Fondazione Cariverona non si è limitata ad acquisire il Commercio per farne la biglietteria del futuro museo, scatenando anche una petizione di chi invece avrebbe voluto farne un caffè letterario, al quale allegare magari la rivendita di biglietti per il teatro Comunale. I lavori si stanno estendendo anche al retro dello storico palazzo. L’Enoteca Baldissera è chiusa ormai da mesi e non perché stia per cambiare gestione: «Ci stiamo occupando anche di questi spazi, mentre è infondata la voce che vorrebbe l’estensione del progetto alla zona del bar degli Alpini, lungo via Carrera. Non arriveremo sicuramente fino a lì».

La gestione del bar che ha il logo delle penne nere sull’insegna bianca conferma di avere ancora tre anni di contratto e di offerte non ce ne sarebbero ancora state. Sempre ammesso che ci sia l’interesse. E Conte lo nega. Ad ogni modo, i ritrovamenti più datati e quelli più recenti non stanno rallentando gli interventi: «Siamo nei tempi previsti. Il lavoro dovrebbe essere consegnato tra il mese di novembre e l’inizio del nuovo anno», conclude Conte, «a meno che non ci siamo degli intoppi più importanti, che al momento non possiamo prevedere. I tempi sono quelli preventivati e non ci saranno sorprese, se operai e tecnici troveranno altre cose, più o meno interessanti».

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