«Le seconde case rovina del turismo»

Messner sul Lagazuoi dice la sua sulle tematiche della montagna: «Un bel segnale la ristrutturazione degli alberghi»

CORTINA. «Cari ampezzani, non vendete le vostre case». È l’invito di Reinhold Messner, il “re degli ottomila”, dall’alto del rifugio Lagazuoi, dove ieri ha visitato l’eccezionale mostra di ritrovamenti riferibili ai primi abitanti delle Alpi, l’uomo di Similaun e l’uomo di Mondeval.

Perché gli ampezzani debbono trattenere il loro patrimonio?

«Perché le seconde case sono la rovina del turismo. Non portano supplementi al territorio. Sono abitate pochi giorni l’anno e gli inquilini, quando ci sono, non spendono».

Meglio gli alberghi?

«Sì, meglio gli alberghi, ma riqualificati. Oggi il turista è disposto a spendere qualcosa di più, non eccessivamente, ma vuole trovare la qualità».

Su 35 alberghi, a Cortina, 11 sono in ristrutturazione.

«È un segnale positivo di reazione alla crisi del passato».

La stagione invernale è andata molto bene. Potrà spingere a nuovi investimeti?

«È andata bene dappertutto. Speriamo che la conseguenza sia proprio quella di re-investire nella qualità».

Le problematiche, però, non mancano. Lei qui in rifugio ha discusso con Stefano Illing che fa parte del Comitato degli operatori turistici dei passi che si oppongono alla chiusura dei valichi...

«Non hanno tutti i torti. Ma al momento, perché in futuro bisognerà pensare ad un accesso più sostenibile. Ci vorranno 10 anni per arrivarci. Imporre chiusure adesso significa allontanare i turisti».

Ilmessaggio che arriva però è che i passi sono chiusi.

«È un messaggio devastante. Noi, invece, dobbiamo promuovere una nuova cultura del flusso turistico, più compatibile con le esigenze del turista che arriva sulle Dolomiti da tutto il mondo. Non vuol sentire rumori, chiasso. Non vuole trovare strade impraticabili per l’eccessivo numero di auto o perché l’asfalto non è curato. Vuole trovare possibilità di parcheggio senza fare coda».

Allora ok al numero chiuso?

«No, neppure questo va bene, se introdotto tutto d’un tratto. Prima dobbiamo creare le infrastrutture a valle per un’accessibilità diversa. Sempre più numerosi turisti praticano la mtb. Dobbiamo creare le piste dedicate e non riversare le bici sui sentieri degli escursionisti, neppure abbandonarle sui passi».

Quindi è la progressività che lei sponsorizza.

«Sì, la progressività. Ma fra 10 anni, quanto tutto sarà pronto, certe strade dovremo chiuderle, specie quelle di arrivo in determinate località, non tanto le strade di transito».

Proviamo a fare un esempio: la strada delle Tre Cime?

«Esattamente».

A Cortina arriveranno i Mondiali, ma si fatica ad avere strade comodamente transitabili.

«Bene ha fatto l’Anas a prendersi cura dei numerosi punti neri oggi esistenti, anziché realizzare qrandi opere».–

Ma i residenti non vogliono le circonvallazioni.

“La gente dice di no a tutto. Ad Innsbruck hanno detto di no anche alle Olimpiadi invernali, pur disponendo la città di tutte le infrastrutture. Bisognava avere forse un altro approccio. L’Anas doveva dire: non vi faccio le strade. Allora la gente avrebbe reagito chiedendole».

Il treno delle Dolomiti, come alternativa, ha tempi lunghi, anzi lunghissimi.

«Però è un’opzione importante, decisiva per il futuro».

Si riparla del proseguimento dell’A27. E c’è chi ipotizza un costo di ben 8 miliardi.

«Lasciamo perdere. Si punti ormai tutto sulla ferrovia».

Le Olimpiadi invernali del 2026 sono meglio collocabili a Milano o sulle Dolomiti?

«A Milano? Ma non scherziamo. Sembra solo una ripicca contro Roma. Il luogo ideale sono le Dolomiti. Ma senza un metro cubo di cemento».

Come riaprirà il museo fra le nuvole di Cibiana?

«Speriamo quest’anno di riaprirlo per tempo, perché in vetta c’è ancora tantissima neve. Il tema lo dirò il giorno dell’inaugurazione».

Balcone sulle Dolomiti: meglio di Lagazuoi o il Rite?

«Ma perché mi vuole fare essere lo scortese con chi mi ha invitato? A parte gli scherzi, sono due balconi straordinari, e dico tutti e due».

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