La rivoluzione di Perenzin è la Casa dei beni comuni

FELTRE. Si chiama democrazia orizzontale, se ne attribuisce l’invenzione a Gandhi, è una bandiera dei grillini. Cercatela su Google e troverete 297mila voci, per dire che ne parlano tutti da una cinquantina di anni. Ma quando si tratta di amministrare una città, siamo fermi alla teoria, più o meno. A Napoli ci sono le consulte; a Parma, a Modena ma anche in altri piccoli comuni si fa il bilancio partecipativo. Però nessuno è ancora riuscito a spalancare le porte del municipio ai cittadini, tutto l’anno. Feltre ci prova, adesso. Ripartendo dalla sua storia recente. Dal caso di Mugnai. Pochi mesi fa la frazione più popolosa della città si era opposta al piano urbanistico dell’amministrazione Vaccari che prevedeva nuove edificazioni e rinviava la soluzione del problema allagamenti. I cittadini chiesero e ottennero un’assemblea pubblica, poi di riunioni se ne fecero due. Senza voti, senza maggioranze, con il buon senso e la forza delle ragioni inattaccabili, le nuove villette furono bloccate. E oggi il Comune affida l’incarico per uno studio sugli equilibri idrogeologici della frazione. Insomma, si può fare.
L’amministrazione Perenzin, che con i laboratori di partecipazione ha vinto le elezioni, non ha perso tempo. Sei mesi dopo l’insediamento, ieri ha aperto il campus universitario a 35 volontari per un workshop che insegna a diventare facilitatori. La rivoluzione - amministrativa e culturale - comincia così. Con queste figure attorno alle quali nasceranno i laboratori di cittadinanza, luoghi di confronto, di discussione, di proposta che l’amministrazione riconoscerà come interlocutori e come suggeritori.
L’architettura della Casa dei beni comuni è contenuta in una bozza di regolamento (tredici articoli, otto pagine) che ieri è stata spedita a tutti i consiglieri comunali e che prossimamente sarà discussa in commissione consiliare prima e in aula poi. Dalla settimana prossima, inoltre, il sindaco e la sua giunta la presenteranno nel tour frazionale. Il Comune ne farà un pilastro della sua attività, o almeno vuole provarci: perché la sfida è complessa, richiede un cambio di mentalità da parte di chi amministra e di chi è abituato a delegare e a mettersi in gioco solo quando c’è un interesse diretto. Però l’inizio è incoraggiante. «Avevamo previsto 25 posti per il workshop, abbiamo accettato 35 iscritti ma le richieste erano tante di più», racconta Valter Bonan, assessore alla partecipazione. «Con questo corso forniamo i primi strumenti per avere una predisposizione al dialogo, all’inclusione. L’obiettivo è cambiare metodo: fino a oggi la città è sempre stata messa di fronte a scelte fatte. Al limite si faceva un’assemblea consuntiva, tanto per salvare l’apparenza. Noi vogliamo creare luoghi e spazi per far nascere proposte che diventeranno decisioni, delibere, provvedimenti». Ancora più sintetico, nel definire il traguardo, è il sindaco Perenzin: «Vogliamo superare il meccanismo di delega per cui parla e decide solo chi è votato. E arrivare invece a coinvolgere tutti quelli che hanno, un ruolo, un’idea, che già fanno o che vogliono fare». Inclusione, è la parola che riassume tutto. All’amministrazione si chiederà di aprirsi all’ascolto, di recepire le proposte dei laboratori (che avranno gli stessi temi degli assessorati) e anche di dare conto di eventuali rifiuti. Ai cittadini si chiede di iscriversi, di partecipare, di mettere in gioco saperi e competenze, in tutte le forme che saranno a disposizione: forum, laboratori, assemblee tematiche, comitati. «E proprio i cittadini potranno arrivare a dettare l’agenda all’amministrazione», dice Bonan, «suggerendo le decisioni, spostando le priorità». Proprio come è successo a Mugnai.
Entro dicembre l’iniziativa sarà ancora meno teorica con la creazione di un portale web dove sarà possibile iscriversi ai laboratori, leggere i report, accedere a documenti. E all’anagrafe - per chi ha meno dimestichezza con internet - sarà aperto uno sportello con un operatore. In pochi mesi la teoria sarà subito messa alla prova. Se funziona, sarà una rivoluzione.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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