La Regione dice no al collegamento tra Cortina e Arabba
il caso
La Regione, per quanto di sua competenza, darà l’ok al collegamento tra Cortina, Cinque Torri, Caprile e monte Fertazza, quindi Alleghe. Quando, però, arriverà a Venezia il progetto di Mario Vascellari, Sergio Pra e gli altri impiantisti. Il secondo collegamento, ipotizzato dal passo Falzarego ad Andraz e, quindi a Cherz, sopra Arabba, «non si può fare».
Parola di Federico Caner, assessore regionale al turismo. «L’ho spiegato anche agli investitori che hanno avanzato questa proposta», spiega Caner. «La loro idea era di attraversare un’area sottoposta a molteplici vincoli, impossibili da superare. Ho spiegato agli interessati che i vincoli imposti dalla legge Pecoraro Scanio non si possono cancellare, nemmeno modificare».
Non si fa più, dunque, il secondo collegamento? «Si fa, trovando una soluzione diversa, più compatibile, salendo cioè dal Falzarego al passo Val Parola e scendendo verso i piani di Armentarola, per collegarsi con la rete della Val Badia e di Arabba, quindi con il Sellaronda». Caner spiega di averne parlato con l’Alto Adige e di aver ricevuto il loro consenso. Gli investitori hanno già annunciato nei giorni scorsi che stanno valutando altre soluzioni.
«In ogni caso», precisa Caner, «non esiste alcun progetto, ma solo c’è qualche idea. E noi, insieme all’Alto Adige, siamo d’accordo (come con Trento) di procedere ad una razionalizzazione degli impianti esistenti, per promuovere una rete di collegamenti tra hub che possa consentire di muoversi in quota senza l’uso di auto o di moto».
Una razionalizzazione, insomma, sotto il segno della sostenibilità. Temi che Caner ha chiarito anche nelle audizioni convocate alla commissione Ambiente alla Camera.
È intervenuto anche il segretario generale della commissione italiana Unesco, Enrico Vicenti, che ha manifestato la preoccupazione per la salvaguardia dell’area dolomitica protetta come patrimonio dell’umanità. «È infatti difficile immaginare che la realizzazione di ampliamenti dei comprensori sciistici già esistenti della dimensione ventilata possa essere compatibile con la tutela dell’integrità del sito patrimonio dell’umanità. Di conseguenza sarebbe forte per il sito il rischio, in caso di realizzazione, di venire iscritto nella lista del patrimonio mondiale in pericolo con un conseguente forte danno di immagine per il territorio e l’intero Paese», ha detto Vincenti. La Regione ne ha preso atto, anticipandolo. E le associazioni ambientaliste continueranno a fare da sentinella. —
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