L’Ai sbarca nelle classi del Catullo: ecco come gli alunni la potranno usare
Norme per l’utilizzo dell’AI da parte di docenti, studenti, personale amministrativo e tecnico. La preside Anesin: «Monitoreremo ciò che accade, fino ad arrivare al piano definitivo d’istituto»

Istituto Catullo in prima linea sull’Intelligenza artificiale. È di qualche giorno fa la pubblicazione del regolamento provvisorio per l’utilizzo degli strumenti e dei sistemi basati sull’AI nelle attività didattiche, formative e amministrative. Un regolamento indirizzato a docenti, studenti e personale amministrativo: l’obiettivo è avviare pian piano tutto il personale scolastico a un uso consapevole di questo strumento che può essere utile per facilitare l’attività scolastica, ma anche rischioso se non vengono rispettate le norme sulla privacy e sulla conservazione e protezione dei dati.
«Si tratta di un regolamento con valore sperimentale», precisa la dirigente scolastica Violetta Anesin, «che intende promuovere un uso consapevole, etico e responsabile delle tecnologie basate sull’AI secondo le Linee guide redatte dal ministero dell’Istruzione e del Merito».
«Il nostro», evidenzia la preside, «è un atto provvisorio, in attesa dell’adozione del Piano di istituto per l’AI e del regolamento definitivo. Un processo che stiamo affrontando con cautela, perché è chiamato a rispettare i principi educativi, ma anche le normative vigenti a tutela dei dati personali e della libertà di insegnamento».
Per arrivare a questo punto la scuola superiore ha avviato qualche tempo fa un’indagine tra il proprio personale per verificare la conoscenza dell’intelligenza artificiale e l’interesse verso questo ambito. Alla fine è emerso che il 20% dei docenti non era interessato.
Cosa dice il regolamento
Nel regolamento sono previsti 10 articoli. Il quarto si focalizza sugli usi consentiti dell’AI, dividendoli tra docenti, studenti e personale amministrativo e tecnico.
Per quanto riguarda i docenti, l’istituto consente la creazione di materiali didattici (schede, esercizi e presentazioni), il supporto alla programmazione didattica e alla progettazione delle lezioni, ma anche la traduzione e l’adattamento di testi con la correzione automatica di test a risposta chiusa anonimi.
Per gli studenti il discorso cambia. All’istituto Catullo sarà possibile utilizzare gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale per avere un supporto allo studio, ma anche per la traduzione di singole parole e frasi, la revisione grammaticale e stilistica di testi già scritti autonomamente e per la creazione di contenuti multimediali per progetti creativi. Il tutto sempre sotto la supervisione dell’insegnante.
Per il personale amministrativo, invece, l’uso dell’AI potrà servire per la redazione di bozze di circolari, comunicazioni interne, sintesi di verbali, organizzazione di calendari, gestioni scadenziari, elaborazione di statistiche aggregate. Ma potrà offrire anche un supporto linguistico per comunicazioni standard con le famiglie straniere.
«Si tratta di un processo graduale», evidenzia la professoressa Raffaella Giacobbi, in ruolo al Catullo ma attualmente in distacco all’Università e referente del progetto. «Prima abbiamo diffuso un sondaggio tra tutto il personale per capirne la preparazione e la formazione. Poi abbiamo dato avvio al regolamento sperimentale. Dobbiamo considerare che, in base alle Linee guida ministeriali, ogni singola scuola dovrà adottare le piattaforme più sicure per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, piattaforme che rispettino le norme previste in materia».
E non dimentichiamo che il prossimo 2 agosto di quest’anno andranno in vigore le norme sulla trasparenza della legge sull’AI e quindi per quella data si dovranno individuare le piattaforme e il loro utilizzo. I tempi quindi si fanno stretti per riuscire a farsi trovare pronti.
Come funziona adesso
Attualmente «nell’istituto si sta utilizzando l’intelligenza artificiale per cose semplici, con una particolare attenzione a evitare l’introduzione di dati sensibili», sottolinea ancora Giacobbi.
Ma qual è l’obiettivo da perseguire? Sicuramente l’aspetto educativo è prioritario. «Prima di tutto gli studenti andranno formati sui rischi dell’uso dell’AI perché siano consapevoli di ogni loro azione, poi saranno formati sul suo utilizzo. L’intelligenza artificiale fungerà da tutor, non si sostituirà al ragazzo nei suoi compiti scolastici», tiene a precisare Giacobbi.
Che poi esemplifica: «Se uno studente dovrà compilare un test argomentativo, l’AI andrà in suo soccorso chiedendo alcune in modo da sollecitare un ragionamento sul tema; in nessun modo dovrà essere utilizzato per copiare, o per produrre interi testi. Anche per la revisione stilistica e grammaticale l’AI non dovrà sostituirsi al ragazzo, ma evidenzierà quello che non va, affinché lo studente possa giungere a una maggiore consapevolezza sulle proprie competenze e abilità». —
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