Il settore edile è in ripresa «Segnali incoraggianti»

SEDICO. Il numero dei lavoratori nel settore edile è in leggero aumento, quello delle imprese è stazionario dopo l’emorragia provocata dalla crisi scoppiata dieci anni fa.
Il monte salari complessivi è stabile da un paio d’anni e le aspettative sono (moderatamente) positive. L’assemblea annuale della cassa edile di Belluno (con la cerimonia di consegna dei premi ai lavoratori che si sono pensionati nell’ultimo anno) che si è svolta ieri mattina nella sala conferenze della scuola edile a Sedico ha dato modo di fotografare la situazione del settore edilizio in provincia di Belluno.
Il presidente della cassa edile, Giuseppe Fagherazzi, ha tracciato il quadro: «Il mercato delle costruzioni è imploso negli ultimi anni e il calo del numero delle imprese e dei dipendenti, registrati anche in questa cassa edile, come in tutta Italia, ne è la prova. Ci sono però segnali incoraggianti e per il secondo anno chiudiamo con un andamento in sostanziale pareggio, attestandoci sui 27 milioni di monte salari complessivi. Il crollo del mercato si è arrestato e soprattutto nel settore artigiano vi sono segnali positivi sul tema dell’occupazione. Abbiamo più di quattrocento imprese che si sono registrate in cassa edile quest’anno con quasi 2,5 milioni di ore lavorate, in linea con lo scorso anno. Le aspettative, quindi, sono positive».
All’orizzonte si profila un futuro con diverse opportunità alle quali sarà indispensabile non farsi trovare impreparati. «Ci sono diversi appuntamenti internazionali: dai prossimi mondiali di sci – ha continuato Fagherazzi – entrati solo parzialmente nell’operatività, alle possibili prossime olimpiadi invernali 2026, oltre a molti progetti per interventi pubblici che ci fanno ben sperare e di cui la nostra provincia ha veramente bisogno. In particolare, opere per la mitigazione dei danni derivanti dagli eccezionali eventi calamitosi di inizio novembre, e di tutto ciò che oggi è più che mai necessario per scongiurare situazioni di maggiore criticità e per garantire un futuro ai giovani di questa provincia».
Adriano Tiziani, vicepresidente della cassa edile e rappresentante della parte sindacale, ha invitato ad osservare un minuto di silenzio per i caduti sul lavoro. «Il numero dei lavoratori transitati in provincia di Belluno – ha poi spiegato Tiziani – è passato da 2847 nel 2016-2017 al 2884 nel 2017-2018. Sembra che l’emorragia possa essersi fermata. Ma girando per i cantieri noto una sempre maggiore presenza di contratti da metalmeccanici artigiani. Una possibile soluzione sarebbe il contratto unico di cantiere che darebbe più sicurezza, meno infortuni e paghe più dignitose».
Il direttore della scuola edile, Danilo De Zaiacomo, ha ricordato che «nell’esercizio 2017-2018 circa un quarto delle imprese che hanno operato in provincia di Belluno non hanno sede legale nella nostra provincia o in Veneto. Ne consegue la necessità di coordinarsi di più per garantire trasparenza e correttezza nella gestione dei cantieri».
Sono intervenuti anche alcuni esponenti del mondo politico e amministrativo, dal sindaco di Sedico Stefano Deon al vicesindaco di Belluno Lucia Olivotto. Il consigliere regionale Franco Gidoni ha garantito che «la specificità non è finita su un binario morto ma è sul tavolo della ministra Stefani». Per Roger De Menech, infine, «grande merito di aver superato in maniera così brillante l’emergenza dell’alluvione va attribuito anche alla formazione e all’unione delle forze in un comparto fondamentale come questo per la crescita economica». —
Nicola Pasuch
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