I genitori: «La scuola ci va bene così»

RIVAMONTE. «Chi non si sente di dare fiducia a questa scuola può sceglierne un'altra, con simili o diverse caratteristiche organizzative, senza che sia necessario coinvolgere chi invece si trova bene in questa così com'è». A dirlo sono i genitori dei bambini frequentanti la scuola dell'infanzia e la scuola primaria di Rivamonte nella lettera che alcuni giorni fa hanno spedito al sindaco, Valter Todesco, al dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo di Agordo, Bernardino Chiocchetti, e per conoscenza alle insegnanti della scuola.
Lo hanno fatto per prendere posizione sull'ipotesi di accorpamento dei plessi di scuola primaria del Pói (Gosaldo, Voltago, Rivamonte). Se a Gosaldo e a Voltago oltre l'80% dei genitori ha manifestato la volontà di andare verso una scuola unica, a Rivamonte oltre il 70% ha detto no e lo ha spiegato nella lettera.
I genitori si dicono contenti del fatto che i loro figli possano frequentare la scuola del paese conoscendolo un po' alla volta. «Questo», dicono «non limita le loro amicizie: possono frequentare altri ragazzi partecipando ad attività extrascolastiche varie, sia in paese che fuori».
I genitori firmatari (24, fra cui alcune coppie) ritengono inoltre che le attività organizzate dalla scuola rispondano alle esigenze familiari e non hanno paura della pluriclasse. «In pluriclasse», dicono «i bambini crescono insieme in modo naturale, come in famiglia, imparando a rapportarsi con i coetanei, ma anche con bambini più piccoli e con ragazzi più grandi. Imparano a essere attenti e autonomi, imparano a collaborare, imparano a rispettare ritmi e tempi diversi dai propri». Spiegano anche di non essere spaventati dalle classi piccole che anzi, a loro avviso, hanno il pregio di consentire agli insegnanti di seguire in modo individualizzato i bambini. «Ai nostri figli», spiegano «gli stimoli non mancano, anzi, il piccolo numero offre, forse maggiormente che le classi numerose, la possibilità di vivere esperienze molto coinvolgenti».
A giudizio dei genitori sono positivi anche il rapporto tra le insegnanti e il fatto che ci sia condivisione di spazi, attività e progetti tra la primaria e l'infanzia. «Per tutti questi motivi», dicono «chiediamo con forza che non vengano posti in atto progetti tesi a chiudere, o sospendere, o accorpare, o far terminare prima del necessario la nostra scuola: ci piace così com'è. Chiudendo la scuola si metterebbe un ostacolo in più allo sviluppo del nostro paese». «Se e quando dovesse accadere che la chiusura della scuola in paese diventi inevitabile», concludono «non siamo indirizzati a confluire tutti in uno stesso plesso, ma ogni famiglia sceglierà a seconda delle proprie esigenze educative e organizzative».
Della questione se ne è parlato anche ieri sera in "un incontro amichevole" organizzato dai genitori favorevoli al mantenimento del plesso per spiegare ai genitori assenti alla riunione del 7 aprile ad Agordo di quanto si era discusso in quell'occasione. (g.san.)
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