«I fondi per le opere olimpiche ci sono quasi tutti», il sindaco di Cortina rassicura sugli stanziamenti

CORTINA. Sono 429 i milioni di investimento per le Olimpiadi del 2026 a Cortina: 290 milioni per la circonvallazione che, se va bene, sarà solo cantierata; 16 milioni per l’adeguamento della strada Lungoboite, che senz’altro sarà conclusa. Altri 4 milioni per rifare la direttrice che oggi porta da Fiames al Lago Ghedina, opera anch’essa certa. Poi 61 milioni per la pista di bob, senza la quale – sostiene il presidente della Regione Luca Zaia – non ci sarebbero i Giochi, e 40 milioni per il villaggio olimpico di Fiames. Infine 14 milioni per il recupero e la riqualificazione del trampolino di Zuel e 4 milioni per la riqualificazione dello Stadio del ghiaccio.
«Le risorse? Ci sono già», assicura il sindaco Gianpietro Ghedina, «salvo alcune conferme». Si tratta dei 18 milioni in capo alla Regione, tra il trampolino e lo stadio.
I Giochi del 2026 ereditano – questo non va dimenticato – quanto si è già fatto per i Mondiali di sci, pari a 130 milioni di euro e le opere dell’Anas sulla statale Alemagna, sulla 51 bis e sulla 52 Carnica. Anas che è impegnata, sempre per Cortina, a realizzare anche la variante di Longarone (270 milioni di euro) e le tre varianti di San Vito di Cadore, Valle di Cadore e Tai di Cadore, per complessivi 150 milioni di euro.
«In provincia di Belluno», fa un po’ di conti il presidente Roberto Padrin, «arriverà, solo per il 2026, circa un miliardo di euro». «Quasi tutti dai vari Governi di Roma», s’inserisce il parlamentare Roger De Menech. «Vuoi vedere che la Regione non impegnerà neppure i 18 milioni per il trampolino e lo stadio, che si farà pagare sempre da Roma? Il trucco si è già svelato con la pista di bob. Ma la Lombardia in provincia di Sondrio ha stanziato addirittura un centinaio di milioni per lo sviluppo del territorio».
Va detto, in ogni caso, che nei prossimi 4 anni i privati aggiungeranno del loro a Cortina: anzitutto l’impianto della cabinovia dal centro a Socrepes e poi gli eventuali collegamenti con il Civetta e la Val Badia. I privati con la compartecipazione del pubblico.
Il tunnel della circonvallazione sotto Cortina, quello della circonvallazione, ben difficilmente si materializzerà prima delle Olimpiadi. Invece troverà senz’altro l’attesa sistemazione la zona del Lungoboite, con l’allargamento del ponte Corona ed il miglioramento della viabilità. «In questo modo toglieremo un po’ di traffico dalla strada del centro», sospira il sindaco.
Molto attesa anche la direttrice tra Fiames ed il lago Ghedina, quindi tra il villaggio degli atleti e della stampa e le piste. «La strada esistente è chiusa, richiede interventi. Con questo finanziamento possiamo pensare alla riapertura, altrimenti il Comune non avrebbe le risorse necessarie», precisa Ghedina.
Pista di bob, trampolino e Stadio del ghiaccio sono opere date anch’esse per sicure. A meno che la contestazione degli ambientalisti in sede europea contro la pista “Eugenio Monti” non abbia successo.
«L’Anas è impegnata a sveltire anche il cronoprogramma di varianti e delle circonvallazioni, bisogna dargliene atto. Certo, i tempi non sono quelli che noi vorremmo», afferma il presidente Padrin. «Sarebbe già importante che iniziassero i cantieri a Cortina e a Longarone (qui siamo al progetto definitivo, la gara d’appalto ce l’auguriamo almeno per la fine del 2023). Le tre varianti in Cadore hanno una tempistica ancora flessibile. Valle di Cadore dovrebbe partire a breve. Qualche difficoltà, invece, per Tai e soprattutto per San Vito».
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