Crisi Hydro, un’impresa del territorio interessata all’acquisizione
La novità presentata dal ministero del Made in Italy nell’incontro con le organizzazioni sindacali che chiedono però garanzie per gli 87 lavoratori coinvolti. Si torna al tavolo il primo luglio. Ufficializzato l’acquisto della Edim Bosch da parte di Tecnomeccanica

Crisi Hydro di Feltre: c’è l’interesse di un soggetto industriale del territorio ad acquisire il sito. Ma i sindacati chiedono garanzie per i lavoratori.
E’ quanto è emerso dell’incontro svoltosi oggi, 19 maggio 2026, al ministero del Made in Italy a Roma tra i funzionari del dicastero e i sindacati di categoria.
«Abbiamo ricevuto l’aggiornamento sul processo di individuazione del nuovo investitore ma attendiamo di poter conoscere quanto prima il progetto industriale che consenta di raggiungere l’obiettivo della garanzia occupazionale. È stato positivo l’aver appreso l’interesse ad acquisire il sito di Feltre da parte di un soggetto industriale del territorio. Ma non possiamo attendere il possibile closing dell’operazione per avere la garanzia di una prospettiva industriale di lungo periodo che mantenga gli attuali 87 lavoratori diretti. Soprattutto dopo che la Hydro ha affermato che il perimetro della cessione include l’intero sito con esclusione tuttavia di alcuni asset, per i quali si riserva ulteriori approfondimenti», precisano i segretari della Uilm nazionale e provinciale, Guglielmo Gambardella e Antonino Colombo.
«Vogliamo avere la possibilità di poter esprimere le valutazioni sul progetto industriale e non ritrovarci a prendere atto di un piano preconfezionato. Abbiamo quindi chiesto di poter fare un approfondimento sulle questioni industriali ed occupazionali. Auspichiamo che questa nostra richiesta trovi riscontro nel prossimo incontro», concludono i due sindacalisti.
«Nonostante la presentazione di queste realtà industriali che ci permettono di provare a definire un futuro possibile per la Hydro, permangono tuttavia, a nostro avviso, importanti elementi di incertezza riguardo al perimetro aziendale effettivamente oggetto della possibile cessione. Ribadiamo con forza che la tutela occupazionale, la salvaguardia delle professionalità presenti e il rilancio industriale del sito produttivo rappresentano elementi imprescindibili per una possibile conclusione positiva della vertenza», precisano anche Stefano Bona segretario Fiom Cgil e Mauro Zuglian della Fim Cisl.
«È stato chiarito con fermezza che il sindacato non si limiterà ad attendere passivamente le decisioni aziendali: la qualità e la sostenibilità del compratore restano i parametri di giudizio fondamentali. È stata respinta fermamente l’idea di uno “spezzatino” delle attività o di un ridimensionamento che confini l'attività alla sola area fonderia. Siamo pronti a confrontarci sul piano industriale non appena i potenziali acquirenti lo presenteranno, ma per noi l’obiettivo centrale non cambia: occorre assicurare la piena occupazione di tutti i lavoratori e garantire il rilancio produttivo e industriale del sito attraverso investimenti strutturali e di lungo periodo», concludono Bona e Zuglian.
I sindacati mantengono lo stato di attenzione e vigileranno su ogni fase della trattativa. Il tavolo ministeriale rimane aperto in attesa che vengano formalizzati e comunicati i piani industriali dettagliati ed è stato riconvocato al 1° luglio per l'avvio del confronto diretto con il nuovo soggetto industriale
Intanto sempre nell’incontro di oggi è stata ufficializzata la cessione di Edim Bosch a Tecnomeccanica. Si tratta di un passaggio importante che apre una nuova fase per il sito produttivo e per tutti i lavoratori coinvolti.
«Come organizzazioni sindacali», dicono dalla Fim Cisl e Fiom Cgil, «chiediamo che venga convocato al più presto un incontro con la nuova proprietà al fine di entrare nel merito del piano industriale, delle prospettive produttive e occupazionali, nonché delle modalità e delle garanzie relative al passaggio di tutti i lavoratori. Riteniamo indispensabile ottenere risposte chiare sui livelli occupazionali, sulla continuità produttiva e sugli investimenti previsti per assicurare stabilità e sviluppo al sito. La tutela delle lavoratrici e dei lavoratori resta per noi la priorità assoluta e sarà oggetto di un attento confronto sindacale nelle prossime settimane».
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