I comitati civici: «Questa è una vittoria»

I cittadini evidenziano la bontà del progetto e auspicano ora si riveda anche l’intervento in Valbelluna
BELLUNO. «Finalmente si è capito che interrare non solo si può: si deve. In dieci mesi, non dieci anni, è stato fatto un progetto che risponde alle richieste del territorio». Esultano, i Comitati civici della Valbelluna. Da anni i cittadini contestano il progetto previsto fra Perarolo e Belluno, e tre anni fa (era il 28 agosto 2014) manifestarono proprio a Cortina per sollecitare le istituzioni a prendere posizione per l’interramento delle linee elettriche.


«Ci prendiamo un po’ il merito di questo risultato», spiega Gianni Pastella, referente dei Comitati civici della Valbelluna. «L’operazione di sensibilizzazione che abbiamo fatto in questi anni ha permesso di informare la popolazione, tanto che sono stati gli stessi cittadini a pretendere l’interramento della nuova linea. Questo risultato dimostra una cosa: che interrare si può, a differenza di quanto ha sempre sostenuto Terna. Reti a 132 kV, a 220, o a 380 non fa differenza: esempi nel mondo dimostrano che tutti i cavi si possono mettere sotto terra».


«Ringraziamo Terna, che si è dimostrata più lungimirante di alcuni nostri amministratori», continua Pastella. «Daniela Larese Filon, ex sindaco di Auronzo, quando era presidente della Provincia sosteneva che i tralicci sono brutti, ma che i cavi non si possono interrare perché si rompono. Speriamo che la soluzione trovata per Cortina e Auronzo faccia capire anche in Valbelluna come stanno le cose».


Una soluzione trovata in tempi brevissimi: Terna ha incontrato la popolazione di Auronzo e Cortina all’inizio di gennaio e ieri ha dichiarato che la linea si farà interrata. «Ciò dimostra che se i progetti vengono fatti bene, in pochi mesi si arriva alla realizzazione di opere concordate. A meno che qualche sindaco non tenti di bloccare tutto chiedendo a gran voce i cavi aerei... in questa provincia ci si può aspettare di tutto», aggiunge, ironico. «Ora, come pensano gli amministratori di Ponte nelle Alpi, Soverzene e Perarolo di giustificare il fatto di aver ceduto territorio, autorizzando così espropri, per posare nuovi tralicci?»


«Questa è una vittoria, non la bocciatura del progetto Valbelluna da parte del Mibac», conclude Pastella. «Vittoria è fare un progetto fatto bene. Chiediamo al futuro presidente della Provincia, chiunque sia, visti questi ultimi sviluppi, di pretendere che ogni cavo venga interrato in provincia. Ha gli strumenti, i mezzi e l’autorità per farlo».


Alessia Forzin


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