«Gli atti del Vajont restino qui»

LONGARONE. Nuovo appello per la conservazione a Belluno dei documenti del processo del Vajont. A lanciarlo stavolta è il sindaco di Longarone e presidente della Fondazione Vajont, Roberto Padrin, che spinge anche per l’iter del progetto di dichiarare il tutto patrimonio immaterial”memoria del mondo” dell’Unesco.
«L’auspicio è che questo materiale resti nel Bellunese – spiega Padrin – dato il legame territoriale profondo. Siamo altresì ovviamente consapevoli che ci sono delle norme da rispettare che impongono il ritorno delle carte all’Aquila una volta terminata l’operazione di digitalizzazione, entro il termine massimo del 31 dicembre di quest’anno, secondo il principio della pertinenza giuridico-istituzionale e non secondo la sola pertinenza topografica. In questi anni è stato profuso diverso impegno per fare si che questo ampio e prezioso materiale fosse trasferito dal capoluogo abruzzese, località dove si svolse il processo Vajont, fino all’Archivio di Stato di Belluno, ovvero il luogo che rappresenta una vicinanza geografica con le terre e la cittadinanza che ha subito il disastro. Per questo l’obiettivo è quello di procedere in primis con la richiesta di una proroga del termine di scadenza della permanenza delle carte a Belluno e per questo ci sarà un percorso condiviso con tutti i soggetti coinvolti e responsabili, sempre nel rispetto delle leggi che regolano la materia».
Di pari passo a questa questione è anche la candidatura dell’archivio processuale Vajont nello speciale elenco Unesco dedicato alla memoria del mondo: un patrimonio non fisico come quello costituito dalle Dolomiti ma morale e culturale, dalla grandissima importanza per tutta una serie di aspetti.
«Questa iniziativa – continua Padrin – è frutto della sinergia di quattro soggetti che hanno già stilato un protocollo di intesa, ovvero la Fondazione Vajont, l’associazione Tina Merlin che è stata tra le promotrici dell’idea e i due archivi di Stato di Belluno e l’Aquila. In questo momento è pronta tutta la documentazione burocratica da presentare all’Unesco entro la scadenza del 31 marzo per l’avvio ufficiale delle procedure della candidatura. Speriamo che l’iter sia veloce e possa dare un esito positivo segnando un grande passo nella direzione della conservazione e diffusione della memoria del Vajont».
Enrico De Col
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