Giornata da incubo: treni soppressi e ritardi

Altri disagi per i pendolari della linea ferroviaria Belluno-Padova, che per tutta la giornata di ieri hanno dovuto combattere per trovare un convoglio
Belluno, 10 dicembre 2007. Alla stazione di Belluno arriva il nuovo servizio navetta di trenitalia Il Minuetto
Belluno, 10 dicembre 2007. Alla stazione di Belluno arriva il nuovo servizio navetta di trenitalia Il Minuetto

BELLUNO. Altri disagi per i pendolari della linea ferroviaria Belluno-Padova, che per tutta la giornata di ieri hanno dovuto combattere per trovare un treno.

I primi disagi sono stati segnalati ieri mattina con la corsa 11105 in partenza da Belluno alle 5.24: è stata soppressa. Si è proseguito poi col treno delle 17.30 per Padova anch’esso soppresso, a cui si sono aggiunti ritardi pesanti per le corse per Calalzo delle 17.30, annunciata con 40 minuti di ritardo, e per quella per Padova delle 18.28: si è dovuto attendere 45 minuti.

Il problema è stato aggravato dal fatto che molti, sapendo dello sciopero di domenica fino alle 21, hanno atteso l’inizio della settimana per andare alla stazione, ma sono rimasti a secco.

Per quello che è dato sapere, il treno del mattino non è partito per la mancanza di materiale rotabile, vale a dire carrozze e locomotore. «Non è possibile parlare di difficoltà di riorganizzazione delle carrozze alla ripresa del servizio, altrimenti dovremmo iniziare a pensare che è meglio non usare il treno per la durata dello sciopero, per 24 ore dopo e forse anche prima, dato che la certezza di arrivare non c'è mai», dicono alcuni utenti che protestano per il disservizio. «A questo si sommano i quotidiani ritardi, le coincidenze saltate, le carrozze sporche, i treni che si rompono in corsa. Una lista lunga». Per i pendolari quanto avvenuto ieri è «scandaloso. Non possiamo però rassegnarci, perché altrimenti la situazione peggiora».

E c’è qualcuno che, in queste condizioni, lancia la sfida: «Visto che non c’è un servizio, perché dobbiamo pagare il biglietto? Perché pagare per qualcosa che non abbiamo?». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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