Lago di Busche inghiaiato, Borgo Valbelluna chiede un tavolo tecnico
L’amministrazione si schiera con i cittadini di Cesana e Molin Novo preoccupati dal rischio esondazioni a causa del materiale che si è accumulato a monte della traversa. L’assessore Deola: va capito se il modello idraulico del 2018 è ancora attuale o se è aumentato il rischio di allagamenti

Aprire un tavolo tecnico per valutare se serve aggiornare gli scenari di rischio e le procedure di protezione civile per il lago di Busche e una operazione straordinaria dei detriti visto il forte inghiaiamento che sta allarmando la popolazione di Cesana e Molin Novo. A chiedere la convocazione del tavolo è il Comune di Borgo Valbelluna, alla luce di un recente incontro in Prefettura con Enel Green Power e Genio Civile. L’amministrazione esprime forte preoccupazione, condividendo le richieste sollevate dai comitati di cittadini per la situazione idraulica del fiume Piave a monte della traversa di Busche negli abitati di Cesana e Molin Novo.
Nel 2018, attraverso uno specifico modello matematico-idraulico, erano stati elaborati diversi scenari di rischio, poi recepiti nel Piano comunale di protezione civile, sottolinea il Comune. Su questa base erano state individuate le soglie di attenzione, preallarme e allarme, associate a determinati valori di portata del Piave in corrispondenza dello sbarramento di Busche.
A distanza di quasi dieci anni, tuttavia, la progressiva sedimentazione dell’invaso, la formazione di estese superfici colonizzate dalla vegetazione e l’assenza di interventi straordinari di sghiaiamento pongono un interrogativo fondamentale: il modello idraulico elaborato nel 2018 rappresenta ancora fedelmente le attuali condizioni del corso d’acqua? Le modificazioni intervenute nella morfologia fluviale, sottolinea il Comune, rendono necessario verificare se, a parità di portata, i livelli idrici e le condizioni di pericolosità per gli insediamenti abitativi e produttivi a monte della traversa siano rimasti invariati oppure abbiano subito un aggravamento rispetto agli scenari originariamente individuati.
L’amministrazione del sindaco Stefano Cesa, dunque, annuncia che promuoverà nelle prossime settimane la convocazione di un tavolo tecnico, coinvolgendo tutti i soggetti competenti nella gestione dell’impianto e del corso d’acqua, per di approfondire le attuali condizioni idrauliche, verificare l’adeguatezza delle misure di gestione e manutenzione dell’invaso e valutare l’eventuale necessità di aggiornare gli scenari di rischio e le conseguenti procedure di Protezione civile. Il confronto dovrà inoltre consentire di valutare la necessità di richiedere una revisione del Piano di gestione dell’invaso e la programmazione di un intervento straordinario di sghiaiamento, qualora le verifiche tecniche ne confermino l’opportunità.
«Non intendiamo mettere in discussione la naturale pericolosità idraulica di un’area già riconosciuta come fluviale dalla pianificazione vigente», dice il vicesindaco con delega ai Lavori pubblici, Simone Deola, «ma vogliamo comprendere se le trasformazioni intervenute nel tempo, anche in conseguenza della presenza e della gestione dello sbarramento, possano aver determinato un incremento del rischio di allagamento rispetto alle condizioni precedentemente valutate. Il fatto che un territorio sia già classificato come potenzialmente allagabile non significa che debba sopportare un ulteriore aggravamento del rischio. Riteniamo indispensabile che questa verifica venga condotta sulla base di dati aggiornati e di un confronto tecnico tra tutti i soggetti competenti».
«La sicurezza dei cittadini e delle attività presenti lungo il Piave deve rappresentare una priorità condivisa», spiega il sindaco Stefano Cesa. «Le preoccupazioni espresse dai residenti sono legittime e meritano risposte concrete. Come amministrazione abbiamo il dovere di garantire che gli strumenti di Protezione civile siano fondati su un quadro conoscitivo affidabile e aggiornato. Per questo vogliamo promuovere un confronto serio e costruttivo, che permetta di individuare eventuali criticità e, soprattutto, le soluzioni necessarie per affrontarle».
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