Fagiolo di Lamon, sarà mappato il Dna

La presidente del consorzio, Tiziana Penco, presenta alla conferenza dei sindaci il progetto di una “banca della terra”

LAMON. È scattata la mappatura del Dna del fagiolo di Lamon Igp, uno dei cinque prodotti – insieme alla cipolla di Tropea Igp, al grano destinato alla produzione del pane di Altamura Dop, al pistacchio di Bronte Dop e all’asparago di Bassano Dop – interessati dal progetto che prevede il campionamento di terreno e di materiale vegetale per cercare di definire una firma genetica e geochimica di produzioni di pregio.

Lo scopo dunque è distinguere geneticamente il fagiolo di Lamon dai falsi, visto che è un prodotto che viene copiato molto volentieri. Il consorzio di tutela aspetta per quest'anno i risultati dello studio, avviato al fine di caratterizzare e valorizzare il legume re dell'altopiano nell'ambito del mercato europeo.

L'iniziativa è stata voluta dal ministero delle Politiche agricole di concerto con la direzione generale per il riconoscimento degli organismi di controllo, certificazione e tutela del consumatore. «Per l'analisi abbiamo mandato fagioli, foglie e campioni di terra per ogni ecotipo (più di un campione per ogni ecotipo)», dice la presidente del consorzio di tutela, Tiziana Penco, che ha partecipato all'ultima conferenza dei sindaci dell'Unione montana feltrina. Illustrando ai sindaci l'attività di promozione, informazione e controllo sulle pratiche di certificazione, e presentando una richiesta di collaborazione per vari progetti con l'obiettivo di pianificare le prossime strategie operative circa una cooperazione tra il consorzio di tutela e le amministrazioni ricomprese all'interno delle aree certificate Igp.

Una riguarda la nascita di una “banca della terra”. L'idea, ma più che altro è un’esigenza emersa dal territorio, è di far incontrare la domanda di chi vuole coltivare il pregiato legume (e ce ne sono parecchi) ma non trova i campi per farlo e l'offerta di terreni attualmente incolti o abbandonati, che potrebbero essere interessanti per la coltivazione del fagiolo nei Comuni che rientrano nel territorio certificato, sia di proprietà pubblica che privata.

Un'ulteriore iniziativa proposta ai sindaci e che ha riscosso grande interesse è l'apertura di uno sportello agricolo fisso (da vedere se uno in ogni municipio o raggrupparne alcuni assieme). Lo gestirebbe il consorzio per le informazioni relative all'iter di certificazione del fagiolo di Lamon e alla produzione «per una diffusione capillare di nozioni tecniche e agronomiche, necessarie ad ogni nuovo produttore perché possa avvicinarsi professionalmente alla coltivazione del fagiolo di Lamon Igp e concretizzare un piano aziendale con soddisfacente introito economico». Altri due obiettivi sono l'organizzazione di serate informative nei vari comuni e la partecipazione istituzionale del consorzio di tutela alle principali e più rappresentative manifestazioni degli stessi Comuni certificati.

Raffaele Scottini

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