Elettrodotto in Valbelluna «Bellunesi, su la testa»

BELLUNO. Il Bellunese è chiamato ad alzare la testa. A non accettare un progetto, quello di razionalizzazione degli elettrodotti in Valbelluna, «che creerà molte più problematiche di quelle che andrà a risolvere», annunciano i comitati civici della Valbelluna. I cittadini (nel gruppo ci sono persone dal Castionese, da Andreane, Levego, Ponte nelle Alpi e Limana), che da anni si battono per la riprogettazione dell’intervento di Terna, sabato scenderanno in piazza per chiedere non di non fare la razionalizzazione, ma per avere un progetto ben fatto.
«Non lo diciamo noi, lo dice il ministero dei Beni e attività culturali che questo progetto è inaccettabile», spiega Gianni Pastella, portavoce del gruppo. Il parere ministeriale ricorda infatti che il paesaggio è un bene tutelato dalla Costituzione e che l’intervento sugli elettrodotti deve relazionarsi con esso, per non comprometterlo. «È il ministero stesso a dire che questo progetto non va bene, tant’è che lo ha bocciato. Ma il consiglio dei ministri lo ha autorizzato, a venti giorni dal voto. Autorizzare quest’opera significa creare un impatto fino alla pianura veneta, fino a Scorzé e a Volpago, e in tutta la Valbelluna. Le persone che abitano sotto le linee esistenti a Visome, Cavarzano, Limana, sentiranno le linee friggere se questo progetto sarà portato a termine. Vogliamo questo?». L’appello è rivolto a tutti i bellunesi: «È giunta l’ora di alzare la testa. Il nostro territorio ha dato: ci rubano l’acqua, ci sfruttano per il trasporto della corrente, ci dimenticano quando si parla delle Dolomiti Unesco. Abbiamo un territorio bellissimo che non viene tutelato. Chiunque lo abbia a cuore è chiamato a tirare fuori l’orgoglio».
Ma interrare costa troppo? Pastella prende un documento: «Guardiamo il progetto previsto sul Passo Resia, nella provincia autonoma di Bolzano. 24 km di linee a 220 kV tutte interrate. Sarà anche spostata una sottostazione elettrica, guarda caso quello che abbiamo sempre chiesto noi per il progetto bellunese. E meno male che alcuni amministratori ci hanno detto che proponiamo soluzioni bizzarre. I costi? Questo progetto prevede un investimento di 70 milioni di euro. Per la Valbelluna si parla di 75 milioni. Con i cavi aerei».
Nei Comitati civici ci sono alcune persone di Ponte nelle Alpi, anche del comitato Stop elettrosmog. Preoccupate perché una delle linee che uscirà dalla stazione elettrica di Polpet, in aereo, avrà i tralicci piantati alle pendici del Frusseda, una zona soggetta a frane. «Con questo progetto si fa un piccolissimo favore a Ponte nelle Alpi, a danno di tutto il resto del territorio», chiude Simonetta Buttignon. «I bellunesi dovrebbero essere tutti uniti per contrastare questo progetto, sarebbe gravissimo se stavolta non si levasse l’orgoglio di questa terra. Il governo ha autorizzato un’opera e dovrà rispondere su una decisione che è ingiustificabile».
La manifestazione è in programma sabato mattina. Raduno alle 9.30 nel piazzale della stazione. Da qui partirà il corteo, che raggiungerà piazza dei Martiri, dove ci saranno alcuni interventi. Parteciperanno anche i comitati di Volpago, Scorzè e della Riviera del Brenta, anche loro in guerra contro i progetti di Terna.
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