De Mas 2, il nuovo palazzetto chiude dopo un mese: ginnastica e scherma sfrattate
Problemi all’impianto elettrico e alle luci impongono lo stop alla struttura di Belluno, costata 2,5 milioni di euro: circa 300 atleti senza palestra e allenamenti da riorganizzare. Le società: «Non sappiamo quando potremo rientrare»

Inaugurato a luglio, con un anno e mezzo di ritardo rispetto alle previsioni, aperto a ottobre (invece che a metà settembre come era stato promesso alle società), il De Mas 2 è già chiuso. Fino a quando, non si sa. C’è un problema sull’impianto elettrico, in particolare sull’illuminazione, che comporta criticità di sicurezza.
Juventus Alpina e Scherma Dolomiti ne sono state informate mercoledì da Sportivamente Belluno, e da allora non possono più mettere piede nella struttura. Non sanno nemmeno quando potranno farlo. Significa allenamenti da riprogrammare, in orari e luoghi diversi, cercando di incastrare le esigenze degli allenatori, degli atleti, delle famiglie. Parliamo di circa trecento atleti, complessivamente.
Scherma Dolomiti sta cercando spazi a Ponte nelle Alpi, dove si allenava fino all’anno scorso. La Juventus alpina sta programmando giorno per giorno le attività, inserendosi in tutti gli spazi rimasti liberi al De Mas 1, grazie alla collaborazione del direttore di Sportivamente, che da subito si è messo all’opera per trovare soluzioni. Ma le attrezzature sono tutte nel secondo palazzetto.
Nuovo, costato 2,5 milioni di euro (1,5 coperto da un contributo del Pnrr, un milione a carico del bilancio comunale) e già chiuso per problemi tecnici e di sicurezza.
Un mese, poi i problemi
Le porte del De Mas 2 si sono aperte ufficialmente il 5 ottobre. L’entusiasmo delle atlete, degli atleti e degli istruttori era palpabile: la struttura è nuova, le strutture per la scherma e la ginnastica possono rimanere montate, l’ambiente è perfetto per queste discipline. Dura tutto appena un mese.
Martedì le luci hanno iniziato a sfavillare, poi si sono spente. La Juventus alpina ha dovuto sospendere gli allenamenti, perché a metà pomeriggio senza luci non si vede più nulla. Il giorno successivo ad entrambe le società è arrivata la mail di Sportivamente. Vengono evidenziati problemi di sicurezza legati all’impianto di illuminazione, che non consentono di tenere aperta la struttura e di garantire la prosecuzione delle attività in maniera sicura.
Un tetris di disagi
La Juventus alpina ha quindi dovuto informare le 240 famiglie degli atleti e delle atlete, mentre Sportivamente metteva a disposizione ogni ora libera al De Mas 1. «Giovedì siamo riusciti a recuperare qualche ora cambiando la programmazione e gli allenamenti. Un disagio per tutti: per noi, per le famiglie, per gli atleti», spiegano dalla società.
Spostare tutte le attrezzature richiede tempo, tecnici per il montaggio. È impossibile traferire tutto, vagabondando di palestra in palestra. Per i bambini più piccoli si riesce, in qualche modo, a riprogrammare le attività. Ma le ragazze che fanno agonistica domenica hanno una gara importante. E non si allenano da lunedì.
Ieri hanno potuto farlo a Ponte nelle Alpi, grazie alla disponibilità dell’Astra che ha messo a disposizione i suoi spazi. «Li ringraziamo, siamo davvero in grossa difficoltà», spiega il presidente della Juventus Alpina, Gabriele Magnani. «Interrompere gli allenamenti proprio prima di una gara è un problema. Stiamo navigando a vista, non sappiamo quando potremo rientrare al De Mas 2 e questo complica tutta la gestione delle attività».
Nessuno mette in dubbio che quando di mezzo c’è la sicurezza non si può certo scherzare. Ma il De Mas 2 è nuovo. Profuma ancora di vernice. «Stiamo facendo i salti mortali, ma non riusciamo a garantire le attività di tutti i gruppi, perché al de Mas 1 gran parte degli spazi sono ovviamente prenotati da altre società», continuano dalla Juventus Alpina. Si cerca di incastrare i gruppi, un tetris giornaliero che sfibra e stanca.
I danni
Scherma Dolomiti sta invece cercando di tornare ad allenarsi a Ponte nelle Alpi, nella palestra dietro la casa di riposo dove stava fino all’anno scorso. «Le soluzioni che ci ha proposto Sportivamente per noi purtroppo non andavano bene per orari e spazi», spiega il presidente, Carlo Costan Dorigon. «Speriamo di trovare spazi a Ponte, in via ovviamente temporanea. Ma il danno c’è ed è grosso per la società. Avevamo impostato tutta la stagione sul fatto di essere a Belluno, abbiamo fatto una campagna ad hoc per incrementare i numeri degli atleti, essendo tornati nel capoluogo».
Anche questa società ha atleti che si stanno preparando per gare importanti. E deve gestire i rapporti con le famiglie, che avevano programmato la stagione incastrando, a loro volta, impegni e orari di lavoro, di vita. Si va avanti, perché il mondo dello sport sa fare fronte a un inconveniente. Ma è logorante.
Silenzio dal Comune
E lo è pure vedere che, a fronte di una Sportivamente Belluno che si è messa subito a disposizione per individuare soluzioni alternative, dal Comune è arrivato solo un assordante silenzio.
«Abbiamo mandato una mail ad assessore, vicesindaco, ufficio sport giovedì. Non abbiamo avuto alcuna risposta, neanche una telefonata», rimarcano i vertici della Juventus alpina. L’amarezza è palpabile. «Ora speriamo solo di poter rientrare quanto prima al De Mas 2. Così è veramente difficile andare avanti».
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