Cede il versante, bloccata la statale 52 per S. Stefano / FOTO / VIDEO

SANTO STEFANO. A nemmeno tre settimane da quando l’Anas l’ha posizionata, la rete paramassi per proteggere la statale del Comelico è già stata distrutta dall’ennesima frana. Da ieri mattina, infatti, la statale 52 Carnica è interdetta al traffico leggero, deviato sul passo Sant’Antonio. Possono invece transitare, previa la scorta tecnica del personale Anas, i mezzi di soccorso e quelli pesanti, mentre ieri sera è stato interdetto il transito anche a bus e corriere, anche loro deviati sul passo Sant’Antonio.
Nuova emergenza che non ha digerito, nonostante l’apertura della strada “Busa de Val” per le auto, il sindaco di Santo Stefano, Alessandra Buzzo, che ha annunciato a giorni «una protesta clamorosa».
Ed ecco il secondo motivo dell’incavolatura dell’amministratrice: il Comune di Santo Stefano aspetta da mesi i 200 mila euro che ha dovuto anticipare per sistemare quell’ex pista forestale. Li ha anticipati rispetto alle promesse non mantenute di finanziamento da parte dell’ex assessore Renato Chisso.
«La nuova emergenza ci impone, ancora una volta, di arrangiarci. Lo stiamo già facendo. Ma adesso ci faremo sentire noi. Le elezioni sono la prossima primavera…», minaccia il sindaco, mentre osserva, preoccupata, la massa di terra, sassi e fango che potrebbe scivolare a valle da un momento all’altro. Una parte importante è già scesa travolgendo le protezioni e finendo sulla strada.
E mentre impreca contro la noncuranza per il progetto dell’alternativa sicura, la galleria di Coltrondo. Noncuranza perché le istituzioni che dovrebbero interessarsene, quanto meno richiedendo lo studio progettuale, fanno spallucce. A franare, sotto la prepotenza del nubifragio, è stata la stessa montagna del 9 agosto. Che, di conseguenza, ha danneggiato in parte i lavori di messa in sicurezza realizzati dall’Anas.
Anas che anche questa volta ha rimediato deviando il traffico leggero per il passo Sant’Antonio, sopra Danta, e assicurando il passaggio dei mezzi pesanti, in particolare delle corriere, con la scorta del proprio personale.
Ma Buzzo non si è accontentata. Ha deciso di riaprire la strada val de Bus, ovviamente a senso unico alternato, perché diversamente non si può fare, trattandosi di un tracciato piuttosto stretto. Dal Comelico verso il Cadore la strada è percorribile dalle 6 alle 9 e dalle 13 alle 17. In direzione opposta, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 20.30. Chiusura totale di notte.
«L’orario è stato considerato in base alle esigenze di lavoro precisa il sindaco, che non sa, al momento, quando la circolazione sulla statale 52 potrà riprendere nella normalità. Ma siccome le disgrazie, quando capitano, non arrivano da sole, ecco che in Comelico e a Santo Stefano in particolare se ne aggiunge un’altra. Si tratta dell’acqua non potabile di Campolongo, vittima della torbidità. In attesa che i tecnici di Gsp del Bim sistemino l’acquedotto, il sindaco ha ottenuto la disponibilità degli operatori ecologici a consegnare a casa degli anziani e delle persone in difficoltà, impossibilitate a muoversi, dell'acqua potabile. «Se avete segnalazioni particolari, fatele a me o direttamente all'ufficio tecnico» ha avvertito il sindaco, nella sua dinamicissima solidarietà.
La prossima settimana, se non accadranno altri disastri, Buzzo si fionderà a Venezia, magari in compagnia della collega sindaco di san Pietro di cadore, e col supporto di tutti gli altri amministratori pubblici, per sollecitare di nuovo almeno l’esame preliminare della proposta di Coltrondo, Rendendosi ben conto del costo: 50 milioni di euro.
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