Cambia il turismo sportivo Il settore dell’ospitalità inizia a ripensare il futuro

Corso Italia vuoto a Cortina d'Ampezzo la sera della Vigilia di Natale - Da Rin - Perona
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CORTINA

Il settore dell’ospitalità in vista dei Giochi olimpici 2026 sarà al centro di un ciclo di eventi intitolato “Winter games MilanoCortina2026 hospitality & development”, organizzato da “Contract network”, portale di informazione di “Contract book”, il nuovo magazine dedicato al settore della progettazione in vari ambiti, compreso quello dell’ospitalità. Il primo incontro si è tenuto giovedì sulla piattaforma Zoom, e per Cortina ha visto la partecipazione dell’assessore all’Urbanistica Benedetto Gaffarini e dell’architetto Ambra Piccin.

«I Giochi 2026 uniscono due località molto diverse nella struttura. In questi incontri vogliamo affrontare tematiche che riguardano il turismo sportivo, il legame tra le Olimpiadi e tutto il mondo ricettivo», ha spiegato la direttrice di “Contract Book”, Antonia Zanardini, introducendo il tema, «il movimento turistico si trova ora nello stallo più totale con la pandemia. Il settore immobiliare invece è in grande attività. Il turismo è fermo ma il contract hospitality è in grande fermento. Si suppone che chi acquista poi ristrutturi, in questo periodo i grandi investitori acquistano a quote più basse per sofferenza del settore dell’ospitalità. Le Olimpiadi rappresentano in questo senso uno dei momenti di rilancio del nostro Paese».

Tesi confermata dall’architetto Ambra Piccin: «Negli ultimi mesi molte strutture alberghiere di Cortina sono passate di mano. C’è stata una corsa all’acquisto di alberghi, e questa per Cortina è una grande opportunità, perché finalmente le attività verranno ristrutturate. Il tema delle ristrutturazioni degli alberghi ora chiusi è caro anche alla Soprintendenza», ha spiegato Piccin, « ristrutturare un hotel non costa poco, ma ci sono in vista nuove forme di finanziamento di provenienza europea. Con Federalberghi stiamo facendo una nuova programmazione per dei prodotti finanziari nuovissimi, come ad esempio i “Winter olimpic mini bond”. Si può fare».

Piccin dà già qualche suggerimento di come saranno le stanze del futuro.

«Le camere dovranno essere più grandi, più spaziose, pensate anche per viverci e lavorare, seguendo il brand “made in Italy” e usando materiali del luogo».

L’assessore Gaffarini ha sottolineato come Cortina, così come Milano, abbia nel Dna i grandi eventi.

«Si sono appena conclusi i Mondiali di sci, con grande successo nonostante la pandemia. La candidatura olimpica è stata frutto di un grande gioco di squadra, che ha rappresentato la carta vincente nell’assegnazione. All’inizio sembrava solo una carta pubblicitaria, Cortina e Milano erano separate nella candidatura; poi si sono unite, e si è concretizzata la vittoria. Altra carta vincente», continua Gaffarini, «è stato l’allineamento di tutti gli enti interessati in ottica di candidatura olimpica. Come strutture per le Olimpiadi, a Cortina c’è bisogno del grandissimo intervento di ricostruzione della pista da bob, che avverrà su un sito già destinato a tale scopo da oltre 60 anni. L’impianto da solo non si sostiene. C’è un progetto regionale per farne un parco tematico: attività museale o zona ludica, per avere fruizione a 360 gradi al di là dell’evento sportivo. C’è bisogno poi di strade, parcheggi, mobilità: cose che dovevano essere pronte per i Mondiali, la speranza ora è che si realizzino per il 2026. Per quanto riguarda l’ospitalità, c’è bisogno che il ricettivo si adegui. Molti alberghi sono chiusi, e c’è da ripensare un po’ tutto l’aspetto dell’hospitality. Il mondo è cambiato». —



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