Camazzole entra nell’orbita Lattebusche

CESIOMAGGIORE. Non si ferma la campagna acquisti di Lattebusche. Malgrado la situazione negativa del mercato con il prezzo del latte sceso a livelli guardia, i soci della cooperativa hanno approvato all’unanimità nel corso di un’assemblea straordinaria svolta ieri in Birreria Pedavena, l’incorporazione della Latteria di Camazzole, azienda lattiero casearia di Carmignano sul Brenta con un patrimonio di 40 soci e una ventina di dipendenti specializzata nelle produzione marchiate dop di Grana padano e Asiago nelle versioni pressato e allevo. L’ultimo bilancio parla di un fatturato di circa dodici milioni di euro e uno stato patrimoniale sano. Per Lattebusche è la ventunesina incorporazione della sua storia e l’operazione cade in un momento ad alto valore simbolico, vista la situazione critica del mercato: «Sappiamo che questa incorporazione non risolverà di colpo i problemi che ci troviamo ad affrontare», spiega il direttore generale Antonio Bortoli, «ma le economie di scala che riusciremo a mettere in atto dovrebbero consentirci di attenuare l’impatto della crisi dell’intero settore. Per adesso Lattebusche riesce a pagare il latte il 15 per cento in più della media del prezzo spuntato in Veneto».
A parte il fatturato, destinato dunque a superare di gran lunga i cento milioni di euro, l’operazione comporta anche alcune novità sul piano dell’organizzazione e della produzione: «L’obiettivo è specializzare lo stabilimento di Camazzole nella produzione del formaggio Asiago spostando a Sandrigo quella di Grana padano», aggiunge il direttore di Lattebusche. «Abbiamo tenuto questa assemblea straordinaria dove abbiamo presentato il piano ai soci che l’hanno approvato all’unanimità. La settimana prossima saranno i soci della Latteria di Camazzole a ratificare l’accordo».
Camazzole aderisce ad Agriform, il consorzio di cui Lattebusche è il socio più grande, che si occupa di commercializzare in Italia e all’estero il Grana padano e non solo. Circostanza che dà ampie garanzie sull’impatto della produzione della new entry in casa Lattebusche visto che proprio grazie ad Agriform la vendita del 70 per cento della produzione di Camazzole è garantita. Inoltre la latteria padovana porta in dote anche due spacci aziendali che fanno salire a quindici i punti vendita al pubblico – i cosiddetti bar bianchi – sparsi nel Veneto a marchio Lattebusche.
L’assemblea è stata l’occasione per ragguagliare i soci sull’andamento del mercato, purtroppo negativo: «Se c’è una ripresa dell’economia in atto questa non ha toccato le famiglie, non solo quelle italiane ma dell’intera Europa», ha detto Bortoli, «e ci aspettano mesi a tinte fosche. I consumi sono stagnanti quando non sono in flessione, mentre la produzione di latte continua a crescere. Noi ci batteremo per garantire una certa redditività ai nostri soci, ma il quadro generale, al momento, è molto incerto».
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